
“Supereroi” è l’entrata in scena di Selekim (alter ego di Mikeless, nome d’arte di Michael Fortunati), una proposta dal forte impatto emotivo e sonoro. Il brano segna l’avvio di un percorso artistico che mescola rock, rap e pop in un lavoro del tutto originale, capace di raccontare l’inquietudine di una generazione che si muove tra disillusione e ricerca d’identità. L’idea di ribaltare il proprio nome per dare vita a Selekim non è solo un gioco linguistico, ma un vero e proprio atto simbolico: l’esigenza di trasformarsi per affrontare una realtà complessa, e forse per sopravvivere ad essa. Questa nuova identità è una lente attraverso cui osservare il mondo e raccontarlo senza filtri. Dal punto delle sonorità, “Supereroi” è un brano d’impatto, in cui si fondono, senza forzature, urban ed elementi rock; la voce si muove tra il rap e il canto, sempre con grande intensità. Il testo è il vero motore emotivo del pezzo: si parla di invisibilità sociale, di insicurezze quotidiane, di relazioni complicate e della fatica di sentirsi abbastanza, anche quando tutto sembra andare storto. Il ritornello, semplice ma incisivo, restituisce quella tensione tra vulnerabilità e voglia di riscatto che accomuna molti. “Supereroi”, più che una canzone, è uno specchio che riflette le fragilità senza indulgere nel vittimismo ma, anzi, rilanciando con forza la necessità di trasformare il dolore in forza creativa. Con questo esordio, Selekim dimostra di avere una visione chiara e una voce capace di distinguersi.


