Nel suo nuovo singolo, Wesh Maringo si affida alla musica per dare senso al vuoto lasciato da un amore finito. Un brano che parla di solitudine, rinascita e fragilità come forza. In questa intervista emerge il lato più autentico dell’artista, tra ricerca personale e rivoluzione creativa.

Bentrovato, Wesh Maringo. Come hai scelto il titolo del brano “Stelle”?

Il brano aveva un altro titolo in origine, poi nel momento della pubblicazione “Stelle” mi è sembrato decisamente il titolo più azzeccato essendo la metafora più usata all’interno del brano praticamente in ogni sua sfaccettatura.

Hai detto che “Stelle” è nata in un momento di pausa prima della rottura definitiva. La musica ti ha aiutato a rielaborare quella ferita?

Assolutamente si, “Ti Direi” di Nitro mi ha accompagnato a loop per almeno un mese della mia vita insieme a pochissime altre canzoni che mi rispecchiavano a tal punto da farmi crollare ogni volta che le sentivo, come se avessi davanti uno specchio a raggi X.

Per quanto riguarda la mia musica invece la risposta è sempre si perché ho fatto quello che mi riesce meglio trasformando persino il dolore in una dipendenza.

La solitudine descritta nel brano è una condizione dolorosa o un luogo creativo?

Ho imparato da Sandman quanto il dolore e il rimorso siano un carburante più efficiente per la crescita personale e la creatività,  infondo è proprio quando deve evadere dal malessere che l’uomo si spinge oltre i propri limiti.

Il cielo notturno è spesso associato al desiderio, alla distanza, alla memoria. Che significato ha per te guardare le stelle?

Sicuramente di notte la nostalgia è sempre presente, assieme alla consapevolezza di essere un puntino minuscolo nel nulla cosmico. Credo che ciò sia dato dal fatto che nelle Stelle ho sempre visto degli osservatori che non criticano ai quali non puoi mentire come fai con te stesso.

Però in generale mi stimola le creatività perché unisco i puntini come sulla settimana enigmistica, infatti Ho sempre la testa tra le nuvole e un punto fisso  in alto mi ha sempre aiutato a concentrarmi e a rielaborare le informazioni.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.