Un indie pop asciutto, autentico e diretto, dove malinconia e consapevolezza si intrecciano. Samuele Michero si interroga sul valore dei piccoli gesti, sulla confusione relazionale e sul bisogno di stabilità emotiva. Un brano che parla con semplicità a chi ha vissuto un amore troppo uguale a se stesso.

Bentrovato, Samuele. Come hai scelto il titolo del brano “Cliché”?

molto semplice dal testo. Prima è nato il ritornello dietro al quale ho costruito le strofe, ed in fine ho scelto il titolo.

L’ironia per te è una difesa, un modo per alleggerire, o una cifra stilistica che ti rappresenta?

Direi più un modo per alleggerire. All’intento dei gruppi sono sempre stato quello che faceva ridere le persone.

C’è un dettaglio sonoro (un effetto, uno strumento, una pausa) che per te fa la differenza in questo pezzo?

No, trovo che sia tutto perfettamente bilanciato.

C’è un verso del brano che vorresti portare all’attenzione del pubblico?

Si, ed è bello special. “Ti ho detto sei troppo forte, così forte che rompi tutto quello che sta attorno a te. Ma io mi ero già rotto da solo, gettato nel vuoto”.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.