In uno dei quartieri più giovanili della Capitale nasce Cozy Place, associazione che si propone di rispondere al bisogno crescente di luoghi di incontro, creatività e scambio intergenerazionale. Sito a Piazza Bologna – centro nevralgico per molti studenti universitari – Cozy Place si configura come una nuova realtà culturale dove il tempo si ferma e ci si lascia trasportare dal confortevole profumo di cultura e libertà: è un’oasi di pace e di silenzio nel frastuono e nella freneticità della grande città eterna.
La redazione di VentoNuovo è lieta di intervistare Giulia Galasso, ideatrice del progetto insieme a Florinda Tiziana Mauro. In questa intervista ci racconta la mission e le attività proposte, atte a costruire una comunità culturale viva nel cuore di Roma.
Come e quando nasce Cozy Place? Qual è la missione di questa nuova realtà culturale?
“Cozy Place è stato inaugurato nel gennaio di quest’anno. Il nome stesso è indicativo dell’intento che anima le attività: cozy place significa “luogo accogliente” e l’obiettivo è proprio quello di offrire agli abitanti del quartiere uno spazio confortevole in cui coltivare le proprie passioni e condividerle liberamente con gli altri. Un luogo sicuro, un ambiente caloroso e inclusivo dove potersi esprimere.”
Perché, tra i tanti quartieri romani, proprio a Piazza Bologna?
“Piazza Bologna è il quartiere dove sono cresciuta, per me ha un forte valore affettivo. Ho notato che in questa zona mancano realtà culturali di questo tipo, alternative ai classici bar e ristoranti. Cozy Place vuole rivolgersi a tutte le fasce d’età: dai più piccoli agli adulti, offrendo uno spazio di incontro e crescita culturale. L’intento è quello di costruire un legame profondo con la comunità locale, contribuendo alla vita del quartiere con un’offerta culturale accessibile e variegata.
Lo scopo è, infatti, quello di promuovere la cultura, risvegliando curiosità e interesse. Voglio dare l’opportunità – anche a chi non ha avuto accesso a percorsi culturali – di avvicinarsi a mondi nuovi. Le attività sono diversificate, proprio per raggiungere un pubblico ampio e stimolare la partecipazione.”

A chi si rivolgono principalmente le attività di Cozy Place?
“Non c’è un target specifico. L’idea è proprio quella di creare uno spazio aperto e inclusivo per bambini, adolescenti, giovani e adulti. Cozy Place vuole essere un punto d’incontro per tutte le età.”
Quali sono le principali attività culturali attualmente proposte?
“Corsi e laboratori di teatro, sia per bambini che per adulti, fotografia, cineforum, ricamo e cucito, acquerello e arte materica. Ci sono corsi di canto – che tengo personalmente – e corsi di lingua, attualmente inglese, francese e cinese, con l’intenzione di ampliare l’offerta. C’è grande spazio anche per i laboratori creativi. Inoltre, a Cozy Place sono state organizzate presentazioni di libri e lo spazio si presta bene anche per mostre fotografiche, che sto valutando di organizzare in futuro.”

Quanto ha influito la tua formazione personale nella nascita di Cozy Place?
“Porto questo progetto nel cuore da molti anni. Ho sempre sentito forte la vocazione a diffondere la cultura, soprattutto in un’epoca in cui rischia di essere trascurata. Dopo un’esperienza formativa in Inghilterra, ho sentito il bisogno di tornare e costruire qualcosa di significativo nel luogo in cui sono cresciuta. Cozy Place nasce anche dal desiderio di mettere a frutto le competenze e le esperienze maturate nel tempo.”
Quali sono le prospettive future di Cozy Place?
“L’obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento culturale per il quartiere, per favorire l’incontro tra generazioni, creare occasioni di confronto e offrire una sorta di “seconda casa”, un rifugio creativo. È un quartiere molto frequentato da studenti e giovani e in questi mesi ho riscontrato un grande feedback positivo: chi partecipa alle attività proposte inizia a scambiarsi opinioni, idee e nascono relazioni spontanee al di là della singola attività frequentata.“
Com’è stata l’accoglienza del pubblico nei primi mesi di attività?
“Fin da subito ho riscontrato molto interesse. Tante persone si sono avvicinate entuasiaste per l’apertura di qualcosa di diverso nel quartiere. Il feedback è stato decisamente positivo.”
C’è un evento che secondo te ha avuto un impatto maggiore rispetto ad altri?
“Personalmente ho trovato molto significativo il cineforum. Abbiamo scelto un film per stimolare il dibattito su temi attuali e il confronto che ne è nato è stato davvero intenso. Siamo rimasti a parlare fino a tardi, in un clima di partecipazione e ascolto che ha davvero arricchito tutti i partecipanti.”

Alla luce della nascita di questa recente attività, quanto pensi sia importante oggi avvicinare i giovani alla cultura, in un contesto sociale come quello attuale?
“Per me fare cultura significa offrire strumenti per arricchire la propria vita, al di là di obblighi e doveri che ognuno ha quotidianamente. È importante ritagliare del tempo per sé, per coltivare interessi e passioni, ma anche condividere questo percorso con gli altri, andando oltre il proprio spazio individuale. Per arricchirsi interiormente c’è bisogno sempre di confronto. La cultura è scambio ed è proprio da qui che nasce Cozy Place: dal desiderio di creare uno spazio che favorisca connessioni umane e crescita collettiva.”
