Cass reinterpreta momenti quotidiani con la sua visione artistica, come in “Caffè”. La canzone riflette la forza poetica di un amore finito e l’anima malinconica di un artista che trasforma il dolore in creatività. Un singolo che parla dritto al cuore, lasciando spazio alla riflessione e all’empatia.

Un caro saluto a te, Cass. Come descriveresti il viaggio introspettivo di “Caffè”? Chiunque può intravedere echi delle proprie vicende personali?

Un caro saluto anche a voi! “Caffè” è una canzone che mi ha permesso di capire molto di me.

Chiunque abbia vissuto o stia vivendo una relazione tossica può immedesimarsi in questa canzone. La mia sofferenza e malinconia è la stessa di tutti quelli che hanno provato forti emozioni per una persona che però non ha mai ricambiato veramente con la stessa intensità.

Ti resta l’amaro in bocca alla fine, come il caffè.

“Mi si è sciolto pure il cuore, ora è un liquido nerastro dentro ad un contenitore”: come spiegheresti questa frase al pubblico?

Il liquido nerastro dentro ad un contenitore è un modo articolato per dire caffè in una tazzina.

Ma essere fatto a pezzi, schiacciato e poi tenuto in caldo fino a farti sciogliere per poi essere inghiottito in pochi secondi, questa è la sensazione che ho provato dopo essere stato abbandonato dalla persona che amavo, e sono riuscito a riassumerla così.

C’è un modo per distinguere l’amore tossico da quello sano? Perché sembriamo più attratti dal primo, nonostante le sue conseguenze disastrose?

È molto complicato. I sentimenti offuscano il tuo giudizio. L’innamoramento è follia.

Ma questo non vuol dire che le storie d’amore devono essere pazze per essere buone.

Se vi sentite così allora c’è qualcosa di irrisolto dentro di voi, un trauma, che vi spinge ad avvicinarci a quel tipo di persona.

Scoprite voi stessi, e andate a fondo.

Comprendetevi, e capirete meglio anche gli altri (e viceversa)

Dal punto di vista musicale, ti sei ispirato a qualche genere particolare?

Non nello specifico per questa canzone.

In generale mi piacciono e mi ispiro molto ai brani che hanno più di un significato, una doppia lettura e svariate interpretazioni come molti di Caparezza o Rancore.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.