Con una scrittura delicata e potente, Chiavazzo trascina il lettore in una dimensione senza tempo. Fra grotte nascoste e verità svelate, Leonardo si interroga sul passato e sul senso della vita stessa. Scopriamo insieme il mondo di questo autore e il suo immaginario nel cuore dell’intervista che segue.

Bentrovato, Francesco. Il romanzo “Utopia – Zero money” ha rappresentato un punto di svolta per te? Se sì, perché?

Il romanzo “Utopia – Zero Money” è qualcosa di estremamente personale che mi dà la possibilità di esprimermi. Dopo averlo pubblicato, mi sono sentito più libero e sicuro di me stesso, nel senso che ho posto una base solida per parlare di ciò che mi appassiona e mi sta a cuore. Attraverso questo romanzo, ho l’opportunità di comunicare e interagire con persone che magari non conosco fisicamente, creando un legame significativo anche a distanza.

Ritieni che fra l’uomo e il fuoco ci sia una sorta di rapporto atavico? Che cosa rappresenta questo elemento?

Sì, ritengo che fra l’uomo e il fuoco ci sia un rapporto atavico, profondo e simbolico. Il fuoco rappresenta non solo una fonte di calore e luce, ma anche un elemento di trasformazione e rinascita. Fin dai tempi antichi, il fuoco ha unito le comunità, creando spazi di condivisione e collaborazione, permettendo agli esseri umani di riunirsi attorno a un focolare.

In questo senso, il fuoco simboleggia la dualità della vita: da un lato, è un agente di creazione e protezione; dall’altro, ha il potere di distruggere. Questa ambivalenza è riflessa nel ciclo della vita stessa: il fuoco nasce, divampa e infine si estingue, ma da una sola scintilla può rinascere, proprio come le persone possono affrontare le sfide e trovare nuove opportunità dopo una crisi. In “Utopia – Zero Money”, il fuoco può rappresentare non solo il principio di un nuovo inizio, ma anche la passione e l’energia necessarie per costruire una società migliore. È un simbolo di speranza e resilienza, che invita a riflettere su come possiamo ricostruire e rinnovare le nostre vite, anche di fronte alle avversità.

Quale messaggio vorresti trasmettere ai tuoi lettori?

Il messaggio centrale di “Utopia – Zero Money” è che il denaro non è essenziale per vivere una vita piena e significativa. In effetti, sembra che la “regola” del denaro sia spesso più negativa che positiva; oggi, utilizzare il denaro in modo costruttivo è diventato un’eccezione.

In un mondo ormai globalizzato, sembra paradossale che l’individualismo predomini, quando invece dovremmo essere tutti più altruisti. Ciò che voglio trasmettere è che non bisogna essere individualisti, ma piuttosto altruisti. Siamo troppo concentrati su noi stessi e le nostre esigenze, dimenticando l’importanza della comunità e dell’aiuto reciproco.

I temi trattati in Utopia sono molteplici: dalla solidarietà, fondamentale per costruire una comunità coesa e unita, alla gestione del tempo, simboleggiata dall’orologio “immobile”, che ci invita ad apprezzare ogni attimo e a sfruttare ogni secondo.

Ci sono anche importanti questioni sociali che emergono, ad esempio, nella scuola dei talenti. In sintesi, il messaggio finale è che per aiutare gli altri, bisogna prima prendersi cura di se stessi. La collaborazione è essenziale: “Navighiamo tutti sullo stesso mare; se remiamo insieme, possiamo attraversarlo facilmente. Ma se qualcuno rema in direzione opposta o da solo, rischia di non arrivare.”

Hai in mente qualche progetto per il futuro?

Sì, vorrei continuare a scrivere su “Utopia”. L’idea è quella di creare una collana di libri che esplorino diverse sfaccettature di questa città. Attualmente, sto lavorando al secondo romanzo, anche se ci vorrà del tempo per ultimarlo.

In questo nuovo capitolo, intendo approfondire ulteriormente i temi della solidarietà e della comunità, offrendo ai lettori un’immersione più profonda nell’universo di Utopia. Spero che questa serie possa ispirare le persone a riflettere sull’importanza dei legami umani e sull’altruismo in un mondo sempre più individualista.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.