
Finalmente, ogni tanto, nuova musica per gli eterni, instancabili romantici. Blynch, con il suo nuovo singolo “Quello che siamo”, ha toccato corde ancora più sottili, ancora più nascoste, parlando direttamente al cuore dei fragili. Accompagnato dai dolci giri di accordi di una chitarra, Blynch si serve della sua delicatezza vocale per raccontare dell’amore sincero e condiviso, cullando chi più profondamente si relaziona con i medesimi temi. Il genere musicale non è estraneo, tantomeno qualcosa di nuovo o mai sentito, eppure il soft pop italiano non smette mai di allietarci, soprattutto se portato a questi livelli così alti di qualità. Insomma, “Quello che siamo” è un classico della musica italiana moderna, e i classici non stancano mai.
L’autore rappresenta al massimo l’umanissimo desiderio dell’amante di alleggerire quanto più possibile il gravoso peso delle sofferenze dell’amato, facendosene carico e prendendosene cura. I sentimenti negativi sono quindi adesso vissuti ed estirpati in due: “Non voglio farti pensare, vorrei soltanto rubare tutto il peso che pori e farti un po’ respirare”. La trasmissione della forza consolatrice del pezzo è inoltre assicurata non solo dalla voce e dalle liriche, ma anche dalla produzione. Un altro concetto chiave del singolo è la capacità dell’amore di sfuggire alla corsa veloce del tempo, che tutto porta via tranne “quello che siamo”.
Sommariamente, l’invito di Blynch è quello di sorridere con spensieratezza nei casi sfavorevoli della vita e tendere più che mai la mano a chi amiamo nei momenti avversi, in quanto il sentimento di benevolenza è davvero l’ultima cosa che sopravvive, persino dopo la speranza.


