Sembra muoversi in punta di piedi il pop d’autore dalle sfacciate colorazioni dream, di quel supporto digitale che tanto rimanda ai pilastri del genere. Roberto Grossi inizia così il suo percorso solista con il disco “Le stelle della sera” dentro cui troviamo Paolo Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi e la splendida Chiara Buratti ad arricchirine “Neve” il singolo che arriva dal suo passato, quello in forza con i Subbuglio!

Mi piace moltissimo questa copertina. Cos’è? È un bunker? Un gioco di colori? Cosa?
È un bellissimo quadro di un’artista genovese, Silvia Grandi. E’ un’opera informale, difficile dire quindi cosa rappresenta esattamente: l’ho scelta perché mi trasmette un’emozione che in qualche modo si ricollega alle cose che ho voluto esprimere in questo album

Quali sono per Roberto Grossi le stelle che si vedono la sera?
Il titolo dell’album fa riferimento a quello del primo brano, che ho scelto perché riassume a mio avviso molte delle componenti musicali e di messaggio che si ritrovano nell’intero disco.
La canzone da cui proviene il titolo è ispirata allo spettacolo teatrale K2 di Patrick Meyers, che racconta di un alpinista che al ritorno dalla scalata di questa vetta si infortuna ed è costretto a rimanere lì e a convincere il suo compagno di spedizione ad abbandonarlo per mettersi in salvo. Ho immaginato le sue sensazioni e i suoi pensieri, metafora anche della generale condizione dell’uomo.

E poi scusa, domanda forse sciocca: la sera perché? Si vedono anche di giorno? Oppure sono diverse nel corso della notte? Battute a parte, a quale immagine fai riferimento?
La sera è il momento della giornata in cui tutto si fa più inteso: i pensieri, le emozioni, i ricordi. L’intensità emotiva che è dentro di noi: questa è la metafora delle stelle della sera.

Chiara Buratti e Paolo Archetti Maestri: che scelte sono state e perché?
Sono entrambe sia delle care e preziose amicizie che degli artisti straordinari.
“Neve” è un brano che avevo già inciso in passato ma che volevo riproporre in questo album con una nuova veste, inserendo una voce femminile che fosse particolare ed intensa e la voce di Chiara ha assolutamente entrambe queste due caratteristiche.
Paolo Archetti Maestri e i suoi YoYo Mundi sono una pagina importante della storia della musica italiana e sono sempre stati tra i miei ascolti più cari: per questo motivo ho proposto a Paolo di cantare con me nella rivisitazione di “Ophelia” di Guccini (e anche di apparire nel videoclip). Il fatto che abbia accettato con entusiasmo è stata per me una grande emozione.

E l’elettronica che definirei vintage per molti tratti – se mi concedi questa etichetta: come ci hai lavorato? E cosa volevi raggiungere?
Volevo sperimentare un modo di fare canzone d’autore in cui l’elettronica avesse un ruolo emozionale importante. Dopo aver ascoltato alcune produzioni di Helle (Lisa Brunetti), bravissima cantautrice e producer bolognese, ho deciso di affidare a lei gran parte degli arrangiamenti e lei ha saputo tradurre alla perfezione quello che avevo in mente.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.