È morto ieri all’età di 88 anni Alain Delon, l’attore che è stato uno dei protagonisti della scena cinematografica francese e non solo insieme a Jean-Paul Belmondo.
A darne il triste annuncio i tre figli alla stampa francese, afflitti dalla perdita di un padre che ha lasciato un vuoto immenso non solo dal punto di vista professionale ma anche affettivo.
La sua essenza interiore e il suo aspetto estetico ammaliante gli hanno garantito la possibilità di interpretare i ruoli di uomini misteriosi, sfaccettati dal punto di vista umano, in linea con il suo modo di essere.
Indimenticabili le sue apparizioni nei film che hanno segnato la storia del cinema degli anni Sessanta come “Il Gattopardo”, dove il ruolo di Tancredi, sposato con la giovane sposa Angelica, lo vede collaborare anche con Claudia Cardinale, partner in molti suoi lavori. Tale capolavoro si ispira al romanzo di Tomasi di Lampedusa che Visconti ha reso sublime nel celebre ballo finale rimasto indelebile nel palinsesto culturale del pubblico.
Altra produzione a cui Delon ha prestato la sua efficienza artistica è “Rocco e i suoi fratelli” che vede l’attore incarnare i panni di un giovane della Lucania trasferitosi a Milano e desideroso di aiutare la sua famiglia economicamente e in maniera dignitosa facendo boxe.
Il suo fascino carismatico e camaleontico lo ha consacrato in molti altri ruoli, tra loro simili nella ricerca di un senso e di una gioia esistenziale insita nella complessità dell’essere umano: è il caso del film “L’eclisse” del regista Michelangelo Antonioni che affida a Delon il compito, perfettamente portato a termine sul grande schermo, di trasmettere la solitudine di un uomo che tenta invano di amare la sua donna, interpretata da Monica Vitti.
Dopo un periodo di silenzio, dovuto alla crisi della malattia, la passione per il mondo dello spettacolo torna in auge con la sua ultima apparizione sugli schermi in «Asterix alle Olimpiadi» nel 2008.