Ricorre oggi la nascita di san Giovanni Battista, di cui la chiesa celebra anche la memoria del martirio risalente al 29 agosto, per difendere il proprio rigore morale contro il re Erode.
Ultimo profeta dell’Antico Testamento e primo Apostolo di Gesù, coerentemente con quanto riportato nel Vangelo di Luca, nacque in una famiglia fortemente cristiana, dal padre Zaccaria, muto, e la madre Elisabetta, sterile che, ricevette dall’arcangelo Gabriele la notizia del futuro concepimento del figlio Giovanni, portatore di virtù e di Spirito Santo.
Le prime fonti di rimembranza di tale ricorrenza liturgica risalgono al IV secolo in cui troviamo commemorazioni liturgiche, attestate anche da sant’Agostino in Africa.
Oltre a Maria, la madre del Signore, Giovanni Battista è il secondo santo di cui la chiesa ricorda non solo il giorno della morte ma anche quello della venuta al mondo, connettendo la sua nascita del 24 giugno – solstizio d’estate – con la nascita di Gesù del 25 dicembre, data di inizio del solstizio d’inverno.
Questo giorno di giugno, di carattere particolarmente sacro, annuncia, dunque, la trasformazione della sterilità in fecondità e del mutismo in parola profetica.
Anche nell’iconografia la figura di san Giovanni è un punto di riferimento fondamentale per l’arte cristiana, che ritrae vari momenti, dal martirio – simbolicamente rappresentato con un mantello rosso – alla nascita – evocata dalla rappresentazione del bambino, di Giovanni fanciullo circondato dalla sua famiglia. Tra le opere più celebri della storia – che rammentano principalmente la sua nascita e seguono il modello delle fonti agiografiche medievali- rientrano: San Giovanni Battista di Leonardo Da Vinci conservato al Louvre di Parigi; Madonna col bambino e san Giovannino di Francesco Francia, anch’esso al Louvre; Nascita di Giovanni Battista di Rogier Van Der Weyden al museo di Berlino e San Giovannino di Raffaello Sanzio, visitabile alla Pinacoteca nazionale di Bologna.