Parliamo di rock ve lo preannunciamo. Di un rock che dai Cure alle più sottili derive main stream del pop (si anche quello deve starci obbligatoriamente), approda ad un suono in bilico tra classico e futuristico. La voce dannata, quel sentire che definiamo “blues”… e una sorta di critica sociale. “Se tutto cade” è il nuovo inedito dei Worldplan, un passo verso il nuovo disco…

Un nuovo singolo che centra il punto: l’evoluzione umana. Stiamo davvero distruggendo tutto?
Il nostro percorso come genere umano sembra giungere piano piano al capolinea. Sia per quanto riguarda il nostro impatto a livello ambientale, sia per quanto riguarda lo sviluppo sociale.
Non pensiamo che sia tutto perduto ma sicuramente siamo vicini ad un punto di non ritorno. La nostra intenzione è quella di portare alla luce queste problematiche spesso sottovalutate. La nostra speranza è che non vengano ignorate finché non sarà troppo tardi.
Il rock dei Worldplan guarda a che cosa? Al futuro o al passato?
La nostra ambizione è che la musica che proponiamo sia rivolta verso il futuro in quanto vorremmo proporre idee fresche e nuove. Cerchiamo di ottenere questo risultato mischiando i vari generi che ci hanno influenzato e ci influenzano tutt’oggi.
E per concetti così dannatamente sociali, il rock è la soluzione?
Probabilmente la soluzione potrebbe essere l’arte in generale, in quanto espressione di libertà.
Trovo che ci sia molta rassegnazione dentro questo brano ma forse sbaglio, forse è solo il mio modo di percepirlo… che ne dite?
Il testo di Se Tutto Cade è molto provocatorio. Ci piace pensare che ci siano più modi di percepire e digerire questo brano. Non c’è una risposta giusta o sbagliata, sta alla sensibilità di ogni persona vedere più o meno rassegnazione all’interno del pezzo. Sicuramente noi abbiamo la nostra idea.
A quando il disco?
Non è in programma un cd fisico. Il progetto è già stato prodotto e sta prendendo forma.
Se Tutto Cade è il primo tassello, e manifesto, di un lavoro più esteso.


