SANREMO, ON. BORRELLI (AVS): “POLEMICA A TUTTI I COSTI E OPERAZIONI PILOTATE. GEOLIER? VOLEVANO UNA SCIMMIA AMMAESTRATA CHE PORTASSE UN PO’ DI FOLCLORE TIPICO” E SU GHALI: “NON PIACE LA PAROLA GENOCIDIO, MA È QUELLO CHE È IN CORSO”

“Questa giornalista, che non ho ancora capito bene per quale testata lavorasse, ha domandato: lei non si vergogna un po’ di aver vinto la serata delle cover? Adesso uno vince e si deve anche vergognare. Non entro nel merito artistico di Geolier perché non è la mia funzione, dopodiché la stessa giornalista lo ha accusato ancora dicendo che giravano voci su sim distribuite o altre cose del genere. Tutto questo sa di razzismo”.

Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli (AVS) a Radio Cusano Campus durante ‘L’Italia s’è desta’ programma d’informazione condotto dal direttore di Radio Cusano, Gianluca Fabi, e dalla giornalista Roberta Feliziani. “Premetto che il televoto e il regolamento con cui si poteva votare non li ha inventati Geolier” ha continuato Borrelli. “È andato in tilt e qualcosa non ha funzionato nel sistema del televoto, lo ha dichiarato anche la stessa RAI. E’ tuttavia chiaro però che c’è stato un pregiudizio razzista nei confronti di un ragazzo che, dal mio punto di vista, era stato invitato solo per fare numeri. Geolier è un cantante che ha un grandissimo seguito tra i teenager, ma volevano una specie di scimmia ammaestrata che portasse là un po’ di folclore tipico del nostro territorio”, ha spiegato Borrelli.

“Dovremmo domandarci: chi organizza la sala stampa? Secondo quale criterio si entra lì dentro? Perché alcuni hanno detto di non sapere dell’esistenza di certiartisti? Esprimono un voto su Sanremo e non conoscono i fenomeni musicali? Rap, trap, pop e abbiamo una sala stampa che non conosce questi generi. La stessa giornalista che l’ha attaccato, insinuando in modo malevolo con un ghigno razzista e classista che proprio non amo, ha detto ‘gira voce’, perché giustamente facciamo la sala stampa sulle ‘gira voce’. Non a caso poi Geolier ha preso 1,5% dalla sala stampa, che ha determinato così la sua sconfitta”, ha sottolineato Borrelli.

E sempre sul cantante napoletano: “Doveva essere giudicato musicalmente e per il testo della canzone, non per il suo background o per il fatto che gira con l’aereo o con la collana d’oro. Questo lo sapevamo già, e se non volevamo vederlo, bastava non invitarlo. Invece si è puntato agli ascolti: non a caso la Rai giustamente ha rivendicato di aver fatto il record di ascolto dei giovani, che difatti seguivano prevalentemente Geolier. Dall’altra parte, non si voleva che lui poi vincesse. Ripeto, non ci devono essere operazioni pilotate. L’ho trovato un messaggio pessimo per i giovani, in particolare del sud e per le realtà più difficili come Secondigliano, dove lui ieri notte è tornato”.

Polemica Ghali e genocidio in corso nella striscia di Gaza: si è creata una situazione di tensione con l’ambasciatore di Israele. A tal proposito Borrelli ha detto: “L’ambasciatore ha amplificato una cosa che era stata detta ma che si era, in qualche modo, diluita nei miliardi di messaggi passati su Sanremo. Ritengo che un artista, a meno che non dica delle cose palesemente pro-criminalità, pro-illegalità, pro regimi nazisti, comunisti o di altro tipo, debba essere libero di esprimere una propria idea. Non mi sembra che Ghali lo abbia fatto in modo così violento o evidenziando chissà che cosa. Non piace la parola genocidio, ma c’è un genocidio attualmente in atto. Sanremo è l’elevazione al cubo di tutta l’italianità, ed è anche polemica a tutti i costi”, ha concluso Borrelli.