Trapelano notizie sulle modalità di detenzione avuta dagli ostaggi rilasciati da Hamas, che tornano ad Israele.

Per motivi di sicurezza e per preservare informazioni sensibili, le poche informazioni trapelate, sembrerebbero inizialmente discordanti tra loro. Quello che si sa con certezza è che alcuni tra gli ostaggi, sarebbero stati divisi e portati un più luoghi differenti tra loro. Alcuni, sarebbero stati rinchiusi nei tunnel sotterranei (successivamente scoperti dall’esercito di terra di Israele), altri avrebbero cambiato più case e tutti di cittadini privati e in un secondo momento affidati alle Brigate al Qassam per essere successivamente condotti in nascondigli sotterranei, tramite autovetture. I luoghi in cui erano detenuti, non avevano luce; né artificiale, né solare. Donne e bambini, hanno ricevuto una forma minima di assistenza. Pochi materassi a disposizione degli ostaggi, molte le sedie in cui a turn, si ritrovavano a dormire. Per andare in bagno, si doveva bussare alle porte, secondo la possibilità del momento, ma non era così immediata la risposta dei carcerieri. Ad alcuni uomini, sarebbe stato fatto bere dell’aceto, altri parlano dell’assistenza medica basica, offerta da alcune donne che si occupavano anche dei bambini. Per pochissimi ostaggi, si è presentata qualche volta, la possibilità di ascoltare i notiziari israeliani. La fame è stata sofferta soprattutto nelle ultime settimane; all’inizio i pasti erano due al giorno con il pane arabo pita, riso e formaggio. Condizione nelle ultime settimane, che si è aggravata per tutti gli ostaggi cagionevoli di salute, che non mangiavano a sufficienza. Tra gli ostaggi più provati rilasciati, un uomo di 84 anni a cui non sono state fornite medicine al suo stato di salute, indispensabili e una ragazza che, a causa delle ferite riportate nelle settimane di prigionia, sarà costretta a subire alcuni delicati interventi.