Il termine “terrorismo” da solo o unito ad “estremismo”, creano sempre forti preoccupazioni e disagi.
Se poi l’eventualità e l’allarmismo si scontrano con un fenomeno tangibile come l’estremismo islamico in Francia, allora si deve fare ancora più attenzione. Anche Bruxelles, dopo l’attentato di ieri sera, ricade nell’incubo attentati. Erano da poco trascorse le 19, quando un uomo ha imbracciato un kalashnikov, aprendo il fuoco, non prima di aver gridato “Allah Akbar”, colpendo a morte due persone. Terrorista non ancora identificato ufficialmente, ma si ipotizza possa essere Abdesalem L., classe 1978 e richiedente asilo nel 2020, domanda di accettazione che gli sarebbe stata respinta, ma nel frattempo l’uomo, non sarebbe stato più trovato. In seguito al conflitto in Medio Oriente, la polizia francese ha subito alzato l’attenzione verso “possibili cellule dormienti o persone pericolose, integrate nella società”, soprattutto a seguito dell’allarme bomba di venerdì scorso nel liceo Arras, in cui un in segnante ha perso la vita per mano di uno studente che avrebbe urlato “Allah Akbar”. Non solo un’intera nazione come la Francia di Emmanuel Macron è stata nuovamente catapultata nell’incubo dell’estremismo Islamico (se mai ne fosse realmente uscita), ma a seguito degli attentati di Hamas in Israele, l’intero mondo ha alzato le difese verso possibili luoghi sensibili e simbolo di ogni capitale mondiale. In Italia, Guido Crosetto il Ministro della Difesa, sta riflettendo sul fatto di annullare la festa del 4 novembre dele Forze armate, proprio per non aumentare un fattore di rischio, durante una celebrazione così importante. E mentre nell’occidente si alza a livelli altissimi l’attenzione per il pericolo attentati, le forze armate israeliane, si preparano all’offensiva di terra.
