Edoardo Valsecchi apre Linfa – Eat different, il primo ristorante completamente vegano a Milano.
Il cambiamento climatico è una sfida complessa e urgente che richiede azioni concrete e immediate da parte di governi, industrie e cittadini di tutto il mondo.
Rappresenta uno dei problemi più gravi e urgenti che l’umanità sta affrontando nel XXI secolo e le conseguenze sono già visibili in tutto il mondo.
L’aumento delle temperature globali ha portato al disgelo dei ghiacciai, innalzando il livello del mare; le ondate di calore estreme stanno diventando più frequenti; gli eventi climatici estremi, come quelli che hanno recentemente colpito il nostro Paese – uragani al nord e fuochi al sud – stanno sgomentando anche chi, prima di all’ora, non aveva compreso del tutto la gravità del problema (i cosiddetti “negazionisti”).
Di fronte a uno scenario quasi apocalittico, tutti sono d’accordo: il tempo per agire è adesso. Il cambiamento climatico è una sfida che non possiamo permetterci di ignorare.
Cambiare il mondo cambiando se stessi: la prima variabile da considerare è la nostra dieta.
Affrontare il cambiamento climatico richiede una risposta globale e coordinata ma, in primis, è necessario che a cambiare sia il mind set di ogni singolo individuo.
Quando ciascun abitante del pianeta prenderà consapevolezza e sarà in grado di fare switch, allora potremo davvero provare a salvare la Terra, tutti insieme e individualmente.
Una delle più immediate misure chiave contro i rischi ambientali riguarda, semplicemente, il modo in cui ci alimentiamo, considerando che in media ognuno consuma tre pasti al giorno, tutti i giorni.
Non è un mistero che l’alimentazione vegana abbia un impatto ambientale inferiore rispetto a molte diete basate su prodotti di origine animale.
L’allevamento di animali richiede grandi quantità di risorse naturali, tra cui acqua, terra e cibo per gli animali stessi. L’allevamento intensivo può causare l’inquinamento delle acque attraverso lo scarico di rifiuti animali e l’uso eccessivo di fertilizzanti e pesticidi per coltivare il cibo degli animali. La produzione di carne e prodotti lattiero-caseari è uno dei principali responsabili delle emissioni di gas serra, in particolare metano ed ossido di azoto.
I tre perchè della dieta vegana: salute, etica e ambiente.
E’ stato dimostrato che nutrirsi in modo vegetale contribuisce al miglioramento della salute e alla prevenzione di gravi patologie.
Se è vero che per secoli l’umanità si è sostentata anche con prodotti animali, è altresì certo che il consumo di carne, in passato, era un lusso per pochi e non un’abitudine quotidiana (oggi si consuma troppa carne e troppo frequentemente, anche più volte al giorno. Si produce carne incessantemente per riuscire a soddisfare la richiesta).
Gli allevamenti intensivi si basano sulla massima efficienza e redditività utilizzando grandi quantità di input, come cibo, acqua e farmaci, per Ottenere il massimo rendimento possibile. Questo metodo di produzione è caratterizzato da una grande concentrazione di animali, che spesso sono costretti a vivere in spazi molto ridotti e in cattive condizioni igieniche. Queste condizioni possono causare grande sofferenza all’animale, oltre che aumentare il rischio di diffusione delle malattie. Di conseguenza, gli operatori possono utilizzare grandi quantità di antibiotici per prevenire e trattare le malattie, con il rischio di aumentare la resistenza agli antibiotici sia negli animali che negli esseri umani. In alcuni casi, vengono utilizzati anche ormoni per accelerare la crescita degli animali.
Ma se la salute, così come l’etica, sono fattori squisitamente personali, il movente ambientale dovrebbe trovarci tutti allineati sullo stesso fronte.
Chi è Edoardo Valsecchi, owner&found del ristorante vegano Linfa
Edoardo Valsecchi, classe 1991, è un giovane imprenditore italiano, fondatore e proprietario di Linfa – eat different.
Si occupa di ristorazione da oltre 10 anni, con un’esperienza quinquennale a Londra, dove ha lavorato per un ristorante vegano. E’ proprio in quel periodo che ha potuto conoscere a fondo il mondo vegan e interfacciassi con una mentalità molto più aperta di quella italiana. L’Inghilterra – sostiene Edoardo – è un Paese dal grande senso etico, sensibile all’ambiente, rispettoso. In Italia siamo ancora molto indietro dal punto di vista dell’etica ambientale.
E così, nel 2021, Edoardo Valsecchi torna in Italia e apre il primo ristorante 100% vegano a Milano.
La maggior parte dei suoi clienti, però, non sono vegani, ma persone curiose di scoprire e testare un nuovo concetto di cultura alimentare.
L’intento del giovane ristoratore è dimostrare che la cucina vegetale è tanto soddisfacente quanto quella animale, se non di più. Le alternative esistono.
Da considerare anche che l’alimentazione vegetale non è così utopistica: in realtà la maggior parte delle culture culinarie prevedono piatti prevalentemente vegetariani, dipende dal Paese di provenienza; a sentirsi vincolati alla carne sono prevalentemente le popolazioni occidentali.
Così da Linfa si può assaggiare un “vitello tonnato” ricreato con il seitan; o una buona pasta “cacio e pepe” dove il formaggio è sostituito da una crema di anacardi (dalla spremitura della frutta secca si estrae la parte grassa, ancor più nutriente di quella presente nel formaggio, e la si miscela con del latte vegetale); Il pesce si può rimpiazzare con le proteine dei piselli, e si studiando continuamente delle combinazioni di elementi per ricreare profili aminoacidi completi.
Il ristorante del futuro
< Il mio concetto di ristorazione è certamente intrinseco con la mia idea di convivialità, amicizia e famiglia. Era fondamentale per me ricreare un certo tipo di ambiente all’interno del mio locale, accogliente e moderno, e non un luogo angusto per minoranze> ci spiega Valsecchi.
Il giovane imprenditore è fiducioso: ha notato che sempre più persone sono informate sui rischi ambientali provocati dalla produzione di carne e ne stanno riducendo il consumo. Anche l’Italia si dirige pieno pieno verso la giusta direzione e i locali sapranno offrire opzioni vegane.
Se in un futuro remoto il mondo assumerà un approccio totalmente vegan non si può prevedere, ma sicuramente l’accesso alla carne animale – secondo Valsecchi – sarà limitato a una piccola nicchia. Il contrario di adesso: gli onnivori saranno solo una minoranza e a normalità sarà non cibarsi di animali.