Giulia Pratelli è una giovane cantautrice con un talento puro e tale da permetterle di esibirsi accanto a importanti personalità, lavorando con Fiorello, Marco Masini, Edoardo Bennato, Diodato e Mirkoeilcane, catturando l’interesse di esperti della musica come Enrico Ruggeri e Grazia De Michele.
Il suo ultimo ep “Tutti i santi” (Blackcandy Produzioni) è disponibile dal 30 giugno 2023 ed è caratterizzato dal modo particolare della cantautrice di ricercare l’essenza di ogni cosa e di trovare uno spiraglio di luce nella distanza, tema declinato in tante varianti in questo suo lavoro.

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Come afferma lei stessa: “Nella vita accadono cose che non dovrebbero accadere mai, come la perdita di un’amica, di una persona cara e importante. In momenti come quelli si può provare ad incollare la crepa o spalancarla del tutto, lasciando entrare e uscire sentimenti, ricordi, abitudini.”

Ciao Giulia, come nasce il tuo viaggio nella musica?
“Ho iniziato questo viaggio tanti anni fa, prima come semplice ascoltatrice e poi scoprendo il piacere del canto. Successivamente, ho iniziato a studiare, ad affinare le competenze e ho compreso di voler fare la cantautrice nella vita.”

Quando scrivi da cosa ti lasci ispirare?
“Dalle cose che vedo, non necessariamente dalle cose che vivo. In primis da tutto ciò che leggo, dalle storie che mi vengono raccontate e da quello che accolto al telegiornale. In generale, da qualcosa che mi colpisce e mi fa venire voglia di scrivere e cantare.”

Di quali atmosfere è pregno il nuovo ep “Tutti i santi”? Di cosa parla?
“Innanzitutto è il titolo di una canzone molto importante per me e, dunque, l’ho scelto come titolo dell’intero lavoro. Vi è sicuramente un’atmosfera morbida, un po’ sognante e sospesa. Si tratta di una canzone che ho scritto per una persona cara che non c’è più. In questa lontananza ho rafforzato quello che mi fa stare bene, cioè cantare. Ho capito che bisogna conservare sempre il buono e la voglia di fare le cose che ci fanno sentire vivi.”

Cosa vuoi trasmettere con questo nuovo ep?
“Voglio trasmettere un nuovo modo di approcciare alle cose. Sono tutte canzoni che parlano di distanza in modi diversi. Nella prima canzone la distanza va capita e colta per convivere con essa. Nel secondo brano intitolato “Come stai” la distanza va colmata ed emerge la voglia di vivere appieno una relazione. In “Nodi”, invece, si tratta di una distanza positiva perché è una lontananza da un legame dal quale è bene allontanarsi. Dunque, ci sono tre sfaccettature diverse che mi piaceva fotografare. Con il mio punto di vista volevo provare a trasmettere un po’ di luce e di positività da qualcosa che, invece, potrebbe essere considerata negativa.”

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Cosa ci racconti riguardo i due brani inediti e alla nuova versione di “Nodi”?
“È la canzone a cui sono più legata e che mi ha portato più fortuna. Avevo vogli di darle un vestito nuovo e ho chiesto a Setak di provare a duettare insieme. Con due voci, secondo me, si dona anche un significato nuovo perché non è più solo il racconto di una persona ma di due voci che si incontrano e si scambiano un dialogo, interpretato sotto una luce diversa e più matura.”

Il lavoro è prodotto e arrangiato da Luca Guidi. Come ha preso forma questa collaborazione?
“Luca è il mio compagno, ci siamo conosciuti suonando insieme e ora conviviamo. È un esperimento che volevo fare, cioè volevo confrontarmi con una persona che avesse anche una visione diversa dalla mia e che fosse un musicista di cui mi sarei fidata. Dunque, nasce nel modo più semplice possibile, da una mia grande fiducia in lui e nelle sue capacità.”

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Un’esperienza musicale che porti nel cuore?
“Ne ho tantissime. Ora come ora, ti direi il periodo in cui ho partecipato a Edicola Fiore tanti anni fa. È stata una palestra incredibile perché poter lavorare con Fiorello o fare anche solo piccoli cori ad artisti come De Gregori mi ha fatto crescere molto. Probabilmente, senza questa esperienza avrei preso un’altra strada.”