Palermo.
All’epoca, nel settembre 2019, la vicenda aveva dato vita a un piccolo caso mediatico, rilanciato anche dai media nazionali. I giornali ne avevano parlato riferendo che un uomo di 33 anni, entrato nella Cattedrale di Palermo nel corso di una cerimonia nuziale, avrebbe seminato il panico estraendo dal proprio borsello una pistola e puntandola contro la sposa. Bloccato immediatamente dal padre di questa, era stato poi condotto via dalla polizia. L’arma da fuoco di cui era in possesso si era rivelata, in realtà, una pistola giocattolo e, dalle indagini esperite, l’uomo – incensurato – era risultato affetto da problemi psichici.
La Procura gli ha contestato il reato di cui all’art. 658 del codice penale (“Procurato allarme presso l’Autorità), che recita: “chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da € 10 a € 516.”
I difensori dell’uomo, i legali dello studio Di Miceli-La Corte-Malizia, hanno richiesto il rito abbreviato e il pubblico ministero la condanna a quattro mesi. La Terza Sezione Penale del Tribunale di Palermo, lo ha invece assolto “perché il fatto non sussiste”, considerando che nessuno degli elementi integrativi della fattispecie criminosa contestatagli fosse risultato effettivamente comprovato.
“All’epoca, chi ha assistito alla scena ha fornito versioni dei fatti non sempre precise”, dichiara l’avvocato Angelo Malizia, coinvolto nella difesa del soggetto, che abbiamo raggiunto per un commento sulla vicenda. “Si è parlato di pistola a salve, si è parlato di colpi sparati in aria, di panico in Cattedrale. Abbiamo dimostrato che questo povero signore – che soffriva di seri e documentati problemi psichici e, all’epoca dei fatti, si trovava in uno stato di alterazione conseguente alla sospensione degli psico-farmaci – non avesse in realtà minimamente scatenato il panico. Era entrato in Cattedrale e si era diretto nella navata sinistra, lontano dalle panche e dalla gente. Ad un certo punto, a quanto sarebbe risultato dalle videocamere di sorveglianza, aveva estratto per pochissimi secondi, dalla borsa a tracolla che indossava, la pistola giocattolo e subito dopo l’aveva riposta. Nel frattempo, il padre della sposa si era avventato su di lui seguito, poco dopo, da suo figlio. Questa è la verità che siamo riusciti a ristabilire, non quanto si è letto fin da subito e che, da qualche parte, si continua a leggere.”