di Luca Marrone

Roma. Alessia Fiorella, 38 anni, è stata trovata morta giovedì a Monteverde, in via Edoardo Jenner 141, nell’androne del palazzo in cui abitava.

È stato un condomino, alle 12,10 di ieri mattina, a vedere il cadavere per primo: “Ho sentito quel rumore sordo, poi l’ho vista là a terra. È stato terribile”, riferisce. Sono accorse le volanti, gli ispettori del commissariato locale, gli agenti della Scientifica per effettuare i necessari rilievi e quelli della IV Sezione della Squadra mobile. Al portone vicino abita il papà della donna, che non era in casa al momento della tragedia. Quando è giunta sul posto la mamma, ha accusato un malore e i poliziotti l’hanno fatta sedere per farla riprendere.

Alessia aveva con sé il marsupio, con dentro le chiavi del suo appartamento al piano terra. Il corpo mostrava segni al capo, al bacino e agli arti inferiori, compatibili con una caduta da diversi metri d’altezza. Il pm di turno ha ritenuto di non inviare in loco il medico legale, disponendo subito l’esecuzione dell’esame autoptico, il cui incarico verrà conferito a breve. Gli agenti della Scientifica hanno posto sotto sequestro il telefonino della ragazza. Dal suo appartamento – chiuso dall’esterno e apparentemente in ordine – hanno portato via un paio di scarpe, alcuni monili e una agenda arancione, una sorta di diario. L’abitazione non è stata posta sotto sequestro.

Gli investigatori stanno passando al vaglio anche i profili social utilizzati dalla 38enne, tra cui uno non direttamente riconducibile al suo nome, la cui foto di sfondo riporta la scritta “Disagio” con i caratteri della “Disney” e nel quale la donna aveva riportato di essere coinvolta in una “relazione complicata”. Sono stati ascoltati i genitori di Alessia e gran parte dei condomini.

È emerso un fatto che potrebbe suggerire la possibilità che la donna abbia posto fine alla sua vita: sarebbe stata vista salire al sesto piano altre volte e poi tornare indietro, come colta da un ripensamento. A quanto accertato, però, Alessia non era in cura presso il centro di igiene mentale della zona e anche chi la conosceva non crede all’ipotesi del suicidio: “Non può averlo fatto”, afferma un’amica arrivata per darle l’ultimo saluto. Alessia era una ragazza riservata, ma nel quartiere la conoscevano in molti. “Veniva sempre a mezzogiorno o nel pomeriggio per prendere un orzo o un ginseng” riferisce, al Messaggero, Tito, il barista di fronte, “l’ultima volta che l’ho vista era mercoledì pomeriggio, oggi (giovedì, ndr) no.” La 38enne teneva molto al suo fisico, non beveva nemmeno il caffè. “Andava sempre in palestra e almeno fino a prima del Covid”, ricorda una vicina di casa, “lavorava come ragazza immagine nelle discoteche, non so se poi ha ripreso l’attività. Viveva da sola con i suoi due gatti.”

La polizia non esclude alcuno scenario. E considera la possibilità che la morte possa essere la conseguenza di una caduta accidentale o di un’azione violenta, forse un’aggressione dettata dalla gelosia.