di Luca Marrone

Roma. Ha 51 anni, tossicodipendente, con precedenti penali, legami con la malavita organizzata e ricoveri psichiatrici alle spalle, l’uomo fermato questa mattina a Primavalle dagli investigatori e sottoposto a interrogatorio perché sospettato di essere l’autore dei tre omicidi avvenuti nel quartiere Prati della Capitale due giorni fa. L’uomo si era rifugiato in casa dei familiari.

È quanto riferiscono, in queste ore, gli organi di stampa, rendendo noto il suo nome, Giandavide De Pau. La svolta nelle indagini risulterebbe correlata, tra l’altro, ad alcune testimonianze: utile in particolare si sarebbe rivelata quella di una donna cubana di 30 anni, cui l’uomo avrebbe confessato gli omicidi. De Pau è stato fermato in un appartamento di via Milazzo, su cui sono stati effettuati rilievi da parte della polizia scientifica. A segnalare la sua presenza, la sorella del soggetto, dopo che questi era tornato a casa con i vestiti sporchi di sangue e le aveva raccontato di aver compiuto qualcosa di grave. Alla luce di ciò e conoscendo le “frequentazioni” del fratello, la familiare ha allertato le forze dell’ordine.

Vittime delle aggressioni omicide del 17 novembre scorso, tre donne dedite alla prostituzione: Marta Castano Torres, colombiana di 65 anni, rivenuta in un seminterrato di via Durazzo, e due cittadine cinesi di cui ancora non si conosce l’identità, uccise in un appartamento della vicina via Riboty.

Le tre escort sono state colpite con un’arma da taglio: la prima, con uno stiletto, le altre – secondo alcune fonti – addirittura con un machete.

A quanto si legge, la polizia è arrivata al sospettato anche analizzando le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona tra via Durazzo e via Riboty. Gli inquirenti avrebbero inoltre rivenuto il dna dell’assassino sul citofono, sui letti e anche sui corpi delle tre donne vittime.

Secondo la ricostruzione diffusa, l’omicida avrebbe ucciso per prima Marta Castano Torres, nel corso di un rapporto sessuale. Poco dopo, il duplice omicidio delle donne cinesi. Le aggressioni sarebbero riconducibili a una iniziativa personale, attuata probabilmente sotto l’effetto di droghe. Quando è stato raggiunto dalla polizia, il soggetto è risultato in stato confusionale.

Nel corso dell’interrogatorio il soggetto avrebbe ammesso “di essere stato in quella casa di via Riboty con le ragazze cinesi e di avere tamponato la ferita alla gola di una di loro, ma poi ho un blackout e più nulla.” “Non ricordo”, ha aggiunto, “di essere stato in via Durazzo, ho solo vagato per due giorni senza mangiare né dormire.”

Incalzato dalle domande degli investigatori, De Pau ha tentato di ricostruire anche i momenti precedenti ai delitti: “Ricordo che una donna cubana è arrivata a casa mia e abbiamo consumato della droga, poi il giorno dopo ho preso un appuntamento a via Riboty.”

Nei confronti del 51enne è stato emesso dalla Procura di Roma un decreto di fermo in relazione al triplice omicidio. Al termine dell’interrogatorio, il sospettato è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. L’uomo è da tempo in cura psichiatrica e sta anche seguendo un percorso farmacologico: in passato era stato ricoverato in strutture psichiatriche.