104 anni fa aveva termine il primo conflitto mondiale, appellato da molti critici come un “inutile guerra”. Dopo oltre tre anni di aspri combattimenti, 11 novembre 1918 la Germania sottoscrive l’armistizio che pone fine al conflitto mondiale.

Il trattato di pace prevede, oltre alla perdita di territori tedeschi concessi strategicamente agli alleati, una forte  smilitarizzazione ed il pagamento di un debito che la Germania riuscirà a saldare solo il 03 ottobre 2010.

Il precipitoso trattato non è ben strutturato ed inasprisce ancor di più gli animi, specialmente dei vinti.

La Germania ne esce umiliata e coltiva l’animo di vendicarsi.  A quel tempo, gli Stati, di fatto, avevano l’idea di voler prevalere l’uno sull’altro in una sorta di delirante spirale Darwiniana in cui avrebbe dovuto emergere il migliore.
Alla guerra, per dirla alla Hegel, veniva attribuito un alto valore morale  “come il movimento dei venti preserva il mare dalla putredine, nella quale sarebbe ridotto da una quiete durevole, cosi la guerra preserva i popoli dalla fossilizzazione alla quale li ridurrebbe una pace durevole e perpetua”. Il conflitto era considerato necessario ed inevitabile.

Il malcontento crebbe in modo esponenziale nel corso dei mesi e degli anni; la Germania attribuì la sconfitta ad una cospirazione fra socialdemocratici ed ebrei, probabilmente quest’idea, solo un idea, arrivò alle orecchie di un capo dell’esercito tedesco, Adolf Hitler.
Ed è in questo momento che vennero impiantate ,nei terreni di pietra, le radici del futuro nazismo.