Rischia in queste ore di configurarsi il primo incidente diplomatico per il nuovo esecutivo su quello che è uno dei più complessi temi dell’ultimo decennio. Il governo Meloni è compatto sulla lotta all’immigrazione irregolare a partire dal blocco alle ong. Attualmente a largo delle coste italiane sono in navigazione tre imbarcazioni di tre diverse organizzazioni non governative, ognuna battente diversa bandiera straniera: si tratta della Geo Barents (Norvegia), la Ocean Viking e la Humanity 1 (Germania). Totale complessivo di persone a bordo 985. Circa sei giorni fa c’è stata la notifica ufficiale da parte del Viminale ai comandanti di queste ong, dove si ordinava il divieto di ingresso in acque territoriali italiane e l’invito a queste di fare rotta in direzione dei Paesi cui fanno riferimento. Ricordiamo che la bandiera di una nave è un’estensione dello Stato medesimo, quindi attualmente la massa di disperati si trovano a tutti gli effetti in territorio rispettivamente norvegese e tedesco. L’invito è stato subito rigettato dai comandanti delle barche, i quali invocano a gran voce l’assegnazione di un vicino porto sicuro e lamentando il fatto di essere ignorati sia da Malta che dall’Italia.
Il ministro dell’interno Piantedosi, di concerto con la premier Meloni, ha contattato attraverso i canali diplomatici ufficiali il suo omologo tedesco, sottolineando le numerose anomalie riscontrate dal governo italiano nella condotta e nell’attività messa in atto dalla ong, rea, secondo l’Italia, di aver violato diverse norme di trattati internazionali e del diritto del male, ignorando la procedura da tenere in acque SAR e le indicazioni fornite da Roma e da La valletta, e esortando un’assunzione di responsabilità da parte di Berlino nella totale presa in carico della nave e dei profughi, chiedendo di fornire indicazione alla medesima di dirigersi verso un porto tedesco.
Intervistara da Bruno Vespa é intervenuta la stessa Meloni che ha ha replicato duramente: “Qui dobbiamo ricordare che cos’è il diritto del mare, tante volte invocato a sproposito. Se tu incontri per caso in mare una barca in difficoltà, sei tenuto a salvare chi è a bordo. Ma se fai la spola tra coste africane e l’Italia per trafficare migranti, violi apertamente il diritto del mare e la legislazione internazionale. Se poi una nave Ong batte bandiera, poniamo, tedesca, i casi sono due: o la Germania la riconosce e se ne fa carico o quella diventa una nave pirata”.
La risposta del governo di Berlino ufficiale del governo tedesco si è giunta dopo poche ore e ha visto un fermo rifiuto di farsi carico della situazione, scaricando ogni compito di accoglienza e di gestione della vicenda al nostro Paese, con una piccata lettera ufficiale: “Per il governo federale le organizzazioni civili impegnate nel salvataggio di migranti forniscono un importante contributo al salvataggio divite umane nel Mediterraneo”. Che poi sottolinea: “Secondo le informazioni fornite da Sos Humanity sulla nave Humanity 1, battente bandiera tedesca, attualmente ci sono 104 minori non accompagnati. Molti di loro hanno bisogno di cure mediche”. “Abbiamo chiesto al governo italiano di prestare velocemente soccorso.
In mattinata il ministro degli Esteri Tajani, ha inviato una nuova nota ufficiale alla Germania nella quale si richiedono chiaramenti sulla situazione della Humanity 1, invocando al più presto informazioni di dettaglio sulle persone presenti a bordo della nave, sulle zone marine in cui ha operato la nave, se vi siano persone vulnerabili a bordo e se sia stata già avanzata richiesta di protezione internazionale.
Intanto Lampedusa è al collasso, con il suo hotspot, progettato per accogliere al massimo 385 rifugiati, che attualmente ospita oltre 1000 persone.