Il 23 agosto è la giornata internazionale per la commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione, proclamata dall’UNESCO nel 1997.
Nonostante la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo proibisca qualsiasi forma di schiavitù, oggigiorno molti bambini vivono in contesti precari, destinati e sottoposti a pratiche di sfruttamento disumane. Si calcolano circa 40 mila vittime minori all’anno, di cui più della metà sono bambine. ln Benin, ad esempio, i bambini vengono sottratti alla famiglia e costretti a intraprendere un percorso mortificante per essere sfruttati nei lavori di servitù domestica. Basti pensare anche ai milioni di bambini obbligati a lavorare come venditori ambulanti, a trasportare merci o alle bambine che vengono vendute come manodopera domestica gratuita e portate in Nigeria, Gabon, Costa d’Avorio e Congo.
Le condizioni di vita sono disastrose e conducono alla morte dopo poche ore di cammino e di sopportazione.
In un messaggio all’UNESCO, il Presidente del Benin Nicéphore Soglo nel 1994 ricordava: “Non servirebbe a niente dissimulare le nostre proprie responsabilità nei disastri che si sono abbattuti o continuano ad abbattersi su di noi. Le nostre complicità nella tratta sono ben stabilite, le nostre divisioni assurde, i nostri errori collettivi”. Non mancano di certo i supporti, ad esempio in Benin esiste un corpo di polizia chiamato Brigade de Mineurs, specializzato nella tutela dei bambini vittime del traffico e dello sfruttamento, affiancati dal lavoro degli assistenti sociali.
A distanza di anni, tuttavia, questa è una realtà drammatica ancora esistente. Sembra, purtroppo, che ci sia ancora tanta strada da fare affinché tutti inizino a considerare l’infanzia come una fase essenziale nella sana crescita psicologica e fisica dei bambini, caratterizzata dal gioco, dalla spensieratezza e bisognosa di essere accudita e protetta, come aveva già intuito la pedagogista Maria Montessori, affermando: “Il gioco è il lavoro del bambino. […] Il nostro mondo è stato lacerato e ora ha bisogno di essere ricostruito.”