Avete mai pensato quanto delle cose innocue come i giochi possono contribuire all’insediamento nella nostra cultura e dei nostri usi di stereotipi di genere, gli stessi che influenzano indirettamente cosa sia per maschi e cosa per femmine; e poi, secondo voi la scelta dei giocattoli è davvero libera e autonoma come sembra? Siamo tutti d’accordo che siano fondamentali per stimolare la creatività dei bambini e che inoltre dovrebbero avere una funzione educativa, oltretutto servono ad aiutare alla loro autodeterminazione personale aiutandoli a capire se stessi e i loro veri interessi. Fatte queste brevi considerazioni, non credete che possano anche influire sulla loro concezione della società e magari portarli a pensare in modo standardizzato se utilizzati in maniera scorretta? Noi cosa possiamo fare per far sì che ciò non accada?
Innanzitutto, io proporrei di non distinguere più i giochi a seconda del genere, perché dal punto di vista scientifico l’essere umano sceglie in base a degli stimoli cerebrali, quindi, senza influenze esterne un bambino o una bambina dovrebbe scegliere inconsciamente in conformità di quello che in qualche modo gli/le sembra maggiormente interessante sotto il profilo delle proprie inclinazioni. Quindi, appurato il fatto che per natura non si è portati a fare nulla di predeterminato, perché dobbiamo indottrinare i bambini a giocare con ciò vogliamo noi? La soluzione secondo me potrebbe essere quella di lasciare liberi i bambini fin da subito di poter decidere per se stessi, senza suggestioni e condizionamenti devianti; ciò costituirebbe un bel passo per arrivare ad una neutralità indispensabile per una società equa e che non fa differenze fondandosi sul genere. D’altronde chi siamo noi per poter decidere che una macchinina sia per bambini e non per bambine? o che una bambola sia per bambine e non per bambini ? In conclusione, il gioco dovrebbe essere libero e senza imposizioni da parte di nessuno, altrimenti viene meno l’essenza stessa di esso. Negli anni, si sono susseguite migliaia di campagne di marketing che reputo estremamente genderdizzate studiate appositamente per targetizzare i prodotti per un pubblico già determinato, soprattutto con la scelta dei colori, che reputo un modo palese per dividere nettamente in due categorie ben distinte i giochi. Ultimamente c’è stata un’inversione di rotta, ma a mio avviso la strada da percorrere è ancora molto lunga. Quindi, nel nostro piccolo, affinché ci sia un reale cambiamento, dovremmo indirizzare le nostre scelte di adulti rendendole più libere da categorie sociali prestabilite, in modo tale da far vivere con più spensieratezza i bambini senza pressioni di alcun tipo fin dai primi anni di vita in cui si iniziano a creare le prime connessioni neurali. Noi, in quanto genitori, abbiamo un’enorme responsabilità nei loro confronti e della società in generale, in quanto i bambini sono il nostro futuro. Mi auguro che i genitori possano riflettere su queste parole cogliendo l’importanza di scelte, che a primo impatto possono sembrare banali, come quella dei giocattoli, ma che invece possono avere un impatto significativo sul loro sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e sociale.