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di Lorena Fantauzzi
Lucio Battisti è stato un cantautore, compositore, polistrumentista, arrangiatore e produttore discografico italiano tra i più influenti e innovativi-. ma non tutti sanno che la sua vera infanzia è tutta romana e vissuta al Prenestino, e precisamente a Largo Preneste, dove il papà aveva trasferito la sua famiglia da Poggio Bustone in provincia di Rieti, per poi varcare ad altri lidi ben più importanti,
Lucio Battisti oggi avrebbe avuto 77 anni, La data di nascita è già di per sé simbolica, il 5 marzo del 1943, un giorno dopo la nascita di Lucio Dalla, due pilastri della musica leggera,
Da Poggio Bustone a piazzale Prenestino fino a Milano, la mecca della discografia nazionale, ai vertici della musica leggera italiana ne ha fatta di strada Lucio Battisti che oggi avrebbe 78 anni.
Dalla provincia di Rieti, dove era nato il 5 marzo del 1943, la sua famiglia, padre impiegato alle imposte (successivamente conobbe strane vicende giudiziarie,perchè coinvolto in una storia di usura) e madre casalinga, si trasferì a Roma quando lui aveva solo 7 anni. Un’infanzia in periferia, quando la Prenestina era una borgata pura e non un quartiere semi-centrale come adesso
“Ero un ragazzino tranquillo – disse in una intervista – giocavo con niente, con una matita, e sognavo. Le canzoni sono venute più avanti”. Il primo contratto da musicista Battisti lo riesce a strappare al Club 84 di Roma. Poi la partenza per il capoluogo lombardo dove nasce una fitta collaborazione con Roby Matano. Nel 1964 arriva il suo primo 45 giri “Per una lira”. L’anno successivo l’incontro con Mogol. Nel 1968 esce “Balla Linda” e nel ’69, in coppia con Wilson Pickett, partecipa al Festival di Sanremo con “Un’avventura”. Ma la sua consacrazione tra i big della canzone italiana arriva al Festivalbar, con “Acqua azzurra, acqua chiara”.
Da quel momento in poi, siamo nel 1970, la sua produzione non smetterà mai di riscuotere enormi successi. Il più grande di tutti, l’inarrivabile Lucio da Poggio Bustone, dopo una breve malattia, il 9 settembre del 1998 lasciò un vuoto incolmabile nella musica leggera italiana. Rimanendo però immortale grazie ai suoi capolavori fatti di note, parole e cuore.