di Marco Vittoria

Primo disco per la band reggiana I Problemi di Gibbo. In rete il secondo video ufficiale.

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Si fanno chiamare I Problemi di Gibbo, formazione neonata che arriva dalla provincia di Reggio Emilia e con un’opera prima molto gustosa per la sua semplicità Indie-Pop. Si intitola “Sai dirmi perché?”, lavoro in equilibrio tra suoni acustici e soluzioni digitali, dove una chitarra di melodie maggiori si cambia di posto con arrangiamenti che arrivano da programmazioni moderne. Il tutto senza mai perdere di vista la forma canzone, assoluta protagonista in un disco di vita quotidiana e di emozioni adolescenziali. In rete il nuovo video, il secondo estratto dal disco che come titolo mette in chiaro i colori di questo primo disco: “#Buonumore”. Un connubio tra dialoghi social e verità assolute che contano davvero.

Reggio Emilia dà i Natali al vostro suono? Oppure è altrove che pescate l’ispirazione? E dove nel caso?

Non proprio. Onestamente facciamo fatica a trovare un collegamento tra la nostra città e il nostro suono. Forse è più presente nei nostri testi, dove ci sono immagini che rimandano un po’ alla vita di provincia. Nella ricerca del suono ci piace guardare decisamente più lontano, spesso oltre oceano.

L’America? Quanto c’è di “America” dentro le trame del vostro Pop?

Esatto, guardiamo soprattutto verso un certo Folk americano. Stiamo cercando di portare quelle sonorità (molto più scarne e acustiche) verso un suono più sperimentale, fatto anche di una parte più elettronica. Il risultato è sicuramente un suono più “Pop”, ma non necessariamente omologato alle sonorità commerciali italiane.

“#Buonumore” è un inno alla semplice bellezza della vita. Tra le righe che significato nasconde?

A noi piace pensare che sia anche un inno al buonsenso. I rapporti tra le persone non sono facili, e spesso, quando finiscono, lasciano un “non rapporto”. Persone con cui abbiamo condiviso parte della nostra vita, diventano quasi estranei. Tutto questo perché è più semplice chiudere e voltare pagina, invece che provare a mantenere un rapporto. Ma se ci fermiamo un attimo a riflettere su quali sono le cose veramente importanti, forse ci possiamo rendere conto che le persone sono più importanti del nostro orgoglio. Anche se i rapporti finiscono, le persone rimangono, sempre. Se capiamo questo, tutto cambia, e possiamo guardare a quello che è stato, con un sorriso.

Oggi siamo nell’era dell’eccentrico apparire… l’elettronica su questo è determinante. Voi sembrate remare in direzione “ostinata e contraria”… o quantomeno di certo non coincidente… perché?

Apparire, apparire… Sembra che a tutti interessi solo questo ormai. Non importa come, non importa a quale prezzo. Apparire per esistere… è quello su cui noi cerchiamo di far riflettere, perché nasconde un disagio di fondo, che tutti fanno finta di non vedere. In questo senso possiamo dire di andare in direzione contraria. Pur sapendo che il linguaggio musicale, deve potersi rapportare con il contesto attuale, per avere visibilità. In questo entra in gioco il nostro modo di integrare l’elettronica nel nostro lavoro, come una opportunità per sperimentare e amplificare il nostro lavoro, ma non come una scorciatoia per semplificare.

Diteci della copertina e di questo video: la prima è un tratto analogico e il secondo è digitale… Due mondi contrapposti che parlano però una stessa lingua…

In effetti hanno qualcosa in comune. Sia nella copertina che nel video, abbiamo cercato di sfruttare il linguaggio visivo per veicolare un messaggio. Per la prima abbiamo chiesto aiuto a un nostro caro amico e grande street artist, Simone Ferrarini. Per il video ci siamo inventati un modo per ricavare delle scene in movimento, ricavate da immagini statiche, prese da Google Street View. Un piccolo trucco che ci ha permesso di ripercorrere in modo virtuale, come in un videogioco, le strade di tutto il mondo.

Cosa sono o chi sono I Problemi di Gibbo dopo questo disco?

Nei mesi scorsi, occupati nel frenetico lavoro di ultimazione del disco e della successiva promozione, non ci eravamo mai soffermati a riflettere sul percorso che abbiamo intrapreso e alla strada che abbiamo fatto fin qui. Sicuramente abbiamo imparato molto, e abbiamo capito meglio come funziona il mondo della musica. Il nostro primo disco ci ha dato molte soddisfazioni e siamo molto contenti del risultato, ma siamo anche consapevoli che è solo l’inizio del nostro percorso. I prossimi lavori saranno sicuramente più “maturi” e consapevoli. Non vediamo l’ora di lavorare su nuove canzoni e di portarle dal vivo (speriamo presto…). I problemi di Gibbo adesso esistono, e hanno avuto modo di farsi conoscere. Ora sono ancora più convinti di voler continuare il loro percorso, per puntare a risultati più ambiziosi, ma sempre con l’atteggiamento di chi fa quello che sta facendo, perché crede fortemente nelle proprie idee e nelle proprie possibilità. Adesso ancora più di prima.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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