di Marco Vittoria
Quattordicesimo disco per Alberto Nemo con un omaggio al poeta Dino Campana. In rete il video ufficiale.
Inediti di una forza poetica e spirituale davvero intensa e poco aggirabile, un lavoro di sintesi e di silenzi questo nuovo lavoro di Alberto Nemo intitolato “Io Dio No”, dove la sperimentazione incontra il bisogno di esistenza e restituisce alla canzone una dimensione di preghiera e di visione. Potere alle parole per un ascolto assai lungo che trova la pubblicazione anche in una bellissima versione vinile 33 giri, sempre prodotta da MayDay Arte in cui si promette l’unicità dell’opera con le copertine personalizzate da Mauro Mazziero. Intenso, lungo, introspettivo e visionario: di certo non è musica da lasciare in sottofondo e di certo impedisce al qualunquismo di avere parole da spenderci sopra. Restiamo in contemplazione dentro le righe di queste tracce che ospitano anche un omaggio, sempre in chiave personale, della poesia “Le vele” di Dino Campana. Forse uno degli artisti più esoterici della nostra nuova canzone d’autore.
Un quattordicesimo disco. Caspita… Prolifico come pochi. E tutto questo in piena crisi del disco. Una controtendenza sfacciata. Posso chiederti come la vivi?
Il disco è morto, viva il disco! Parlo naturalmente del vinile che è l’unico che resisterà nel tempo quando tutti gli altri supporti saranno inutilizzabili. Mi preoccupo molto di questo, della conservazione della musica e anche di quella che non avrò tempo di registrare. Ogni giorno passato senza incidere è un giorno sprecato. Nel mio cassetto ci sono almeno altri dieci progetti pronti. La musica è il mio respiro voluto, come quello dei delfini, un respiro che vorrei diventasse una brezza e attraversasse le città.
In uno scenario di sfacciata estetica Pop, come pensi che arrivi la profonda spiritualità del tuo lavoro? Oggi che l’attenzione media è di circa otto secondi…
Otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due, uno, zero, poi si ricomincerà da capo, a salire, perché resteranno solo le cose essenziali. Ci sarà un inevitabile risveglio dopo questo tempo di reclusione forzata che ci spoglierà del superfluo. Io lavoro per quel tempo e per quelle persone che vorranno trovare ancora un principio attivo vivo nella musica.
Hai in mente un nuovo video?
Quasi ogni giorno realizzo il video live di un pezzo nuovo. Lo realizzo con mezzi semplici dando la priorità al brano. Questo è ciò che mi interessa ora, veicolare la musica attraverso dei live veri, documentati da una ripresa fissa senza montaggio. Non escludo in futuro la realizzazione di un lavoro più articolato ma solo se sarà funzionale al mio lavoro musicale.
E parliamo di questo. Spirituale anche la danza che è protagonista. Che tecnica è? Aiutaci a codificarlo…
Ambra Occhipinti è la protagonista di molti miei video, il motivo è quello spiegato sopra, il suo modo di muoversi valorizza e non si sovrappone alla musica. Il suo stile è figlio del Teatro-danza di Pina Bausch ed è cresciuto dentro una donna di origine siciliana e dallo spirito libero. Si tratta di un flusso di coscienza di movimenti, lei si lascia trasportare dalla musica senza danzarla e mostra allo spettatore azioni sempre iniziate e mai finite. Anche la mia musica la immagino così, iniziata ma infinita.
E perché la danza per un brano come “Dissolvenze” in cui è l’uomo, fisico e spirituale, il vero protagonista? Per come l’ho letto io…
Il corpo di Ambra, i suoi movimenti ora fluidi ora meccanici e ripetitivi, il passaggio da un’espressione di dolcezza ad un moto scattante e spasmodico, il suo essere lei, alto e altro ancora senza smettere di rimanere al suo posto, la continua fioritura di moneti estroversi e di drastica chiusura, l’attesa di un segno, il dolore per un rifiuto, la disfatta per un silenzio. Per tutto questo c’è Ambra in “Dissolvenze”.



