Riceviamo e pubblichiamo da Simone Bardi.

“Nel pomeriggio di oggi,  durante l’assemblea del Direttivo del CdQ Ciampino Centro, rassegnerò le mie DIMISSIONI da Presidente.

Una decisione che avevo già preso nel momento in cui ho accettato la proposta di entrare nel direttivo del Partito Democratico della Sezione di Ciampino, nonostante nessun Regolamento o Statuto mi obbligasse a farlo, ma che la velocità con cui sono avvenute le nomine non mi ha permesso di presentare in anticipo.

Una scelta sofferta perché il CdQ è stato fortemente voluto da me e dalll’instancabile Roberto Pedretti proprio per cercare di dare voce al Quartiere in cui viviamo.

In questi due anni di Presidenza ci sono stati molti momenti eccitanti ma anche molte delusioni. Soprattutto ho preso coscienza che i Comitati di Quartiere così come sono regolamentati non servono a molto.

Non si può lavorare per un quartiere senza una sede in cui accogliere i cittadini, in cui si possano organizzare corsi, eventi culturali o semplicemente dare assisenza a chi ne ha bisogno.

Appena eletto avevo preso contatti con due giovani avvocati che si erano offerti di donare al quartiere alcune ore a settimana della loro professionalità, oppure dei ragazzi che potessero dare ripetizioni a basso costo, un commercialista che potesse dare consigli fiscali gratuitamente. Tutto caduto nel vuoto perché non è stato possibile avere un luogo dove organizzare tutto ciò e l’idea di affittare un locale sarebbe stata improponibile perché i CdQ sono tutti autofinanziati.

Ho preso seriamente la mia carica, cercando di essere sempre Super Partes sia nelle diatribe interne che in quelle esterne al CdQ, ma non si può cambiare il mondo se non si hanno gli strumenti  giusti. Ho quindi deciso di provare a fare qualcosa per la città un cui vivo attraverso la politica, cercando di portare idee nuove ad una politica per alcuni versi troppo legata al passato. La scelta del partito è ovviamente dettata dalla mia cultura di Sinistra, sono cresciuto con i discorsi di Berlinguer in TV e il suo tentativo di cambiare la politica italiana.

Mi è dispiaciuto molto leggere alcune frasi sui social media, oltre ai soliti haters, di persone che stimo, ma soprattutto nessuno dell’amministrazione che prendesse le difese, soprattutto da parte dell’Assessore di riferimento per i Comitati di Quartiere che si è limitato solo a dire che dovrà modificare il Regolamento. Regolamento che, e lo ribadisco, NON preclude l’ inserimento dei presidenti dei comitati nel direttivo di partito; non a caso sia nel mio che in altri comitati ci sono diversi consiglieri che fanno parte di direttivi di partiti o movimenti politici e che hanno anche deleghe precise. Attraverso il mio nuovo ruolo praticamente si è scoperta l’acqua calda: Punto a Capo, Gente Libera, Movimento 5 Stelle oltre ovviamente al PD hanno tuttora consiglieri nei direttivi di partito e nei direttivi dei comitati.

Auguro un in bocca al lupo a tutti i  Comitati di Quartiere assicurando che da oggi avranno un punto di riferimento in più  all’interno del Partito che in questo momento amministra la città.