E’ uscito “Il Ferro e le Muse” il nuovo lavoro di Beny Conte.
Il primo approccio personale con l’artista avvenne qualche anno fa con “Marrakesh Line” (firmato a nome “Beny Conte And “The Factory Of Musicians””).
La prima impressione fu indubbiamente molto positiva e subito mi venne da pensare che la Sicilia era una regione che poteva offrire molto a livello musicale avendo generato anche talenti quali Franco Battiato, Giuni Russo, Denovo e Carmen Consoli.
Nomi che hanno reso ancor più di rilievo una terra di grandi tradizioni.
Ed è proprio la tradizione che lega Beny Conte alla sua patria d’origine (oggi l’artista vive e lavora in Abruzzo).
Un legame ancora forte che lo ha portato a scrivere questo concept album che contiene anche cinque brani tratti dal suo romanzo “Il Ferro e le Muse”, pubblicato nel 2016 dalla Carabba Edizioni.
Un progetto che quindi ha due facce, una letteraria ed una musicale che viaggiano di pari passo.
Molta importanza viene data infatti ai testi, quasi interamente in siciliano.
Questo infatti quanto dichiarato nelle note interne dall’autore: “la scelta della lingua siciliana, oltre che per motivi letterali e culturali, segna per me un passaggio fondamentale che si realizza attraverso il recupero di una identità forte, tesa a prendere le distanze da una musica indistinta quale quella che risponde alle logiche commerciali e radiofoniche-televisive di questo tempo”.
Ed ecco quindi il ripescaggio anche di due grandi classici quale “Vitti ‘Na Crozza”, canzone popolare musicata da Franco Li Causi, e “La Mafia e li Parrini” resa immortale nel 1973 da Rosa Balistreri.
Un lungo viaggio musicale, composto da dieci tracce, nell’isola più bella ed accogliente del Mediterraneo in cui si incontra il Pop d’autore con la musica popolare e quella Folk.
Un po’ come fece a volte anche De Andrè per la sua amata Liguria.
Un’ennesima pubblicazione di pregevole qualità da parte della Music Force, etichetta sempre attenta a scovare talenti in tutto il territorio nazionale.


