Sant’Eugenio chiuso da anni, Forlanini dimezzato. Prestazioni impossibili nel pubblico.
“Liste d’attesa in tempo reale. Non si è ancora spenta l’eco degli annunci zingarettiani delle presunte novità in fatto di riduzione delle code per le prestazioni sanitarie, che subito ci troviamo di fronte alla nuda evidenza: gli esami specialistici più complessi, nel Lazio sono una chimera”. L’affondo è di Michel Emi Maritato, presidente di AssoTutela che racconta: “Proprio ieri pomeriggio, 12 aprile, a un giorno di distanza dalla fanfara regionale che annunciava strepitosi successi da realizzarsi in tre mesi, abbiamo provato a fissare al Recup, il servizio di prenotazioni telefoniche, una scintigrafia miocardica al San Camillo Forlanini – che a quanto pare, anche dopo la chiusura da parte del presidente regionale prova a fornire prestazioni – ma ci siamo sentiti rispondere dalla cortese e competente operatrice che tale prestazione era impossibile, il reparto del Sant’Eugenio è bloccato da tempo e al Forlanini non c’è posto, sono state le testuali parole della nostra interlocutrice. Una cosa però ce l’hanno chiesta per prima: se per caso sulla ricetta ci fossero segnate indicazioni di priorità ovvero, come ti metto subito in pratica i precetti di Zingaretti, che proprio il giorno prima aveva affidato ogni possibilità di ottenere prestazioni alle miracolose mani dei medici di famiglia, deputati a segnalare l’urgenza degli esami che però, negli anni, lo hanno fatto molto raramente”, chiosa Maritato.
UFFICIO STAMPA ASSOTUTELA


