Sistemi antiaggressione sui bus promessi da anni e mai realizzati. Sulle vetture continuano i roghi

 

“Non li contiamo neanche più i roghi che quotidianamente distruggono le vetture dell’Atac, sarebbe come sparare sulla Croce rossa. Ormai il parco macchine va avanti per forza di inerzia tra guasti, soppressioni, rallentamenti, quando non sono incendi. Un quadro devastante”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che aggiunge: “Se a tutto ciò aggiungiamo le frequenti aggressioni che subiscono gli autisti lo scenario è completo e, proprio su tali episodi vogliamo concentrare la nostra attenzione perché è in questo caso che si manifesta tutta l’ambiguità del governo capitolino del Movimento 5 stelle i cui rappresentanti, a dire il vero, non sono i soli a fare promesse al vento. Da anni si discute sull’urgenza di dotare le vetture di cabine antiaggressione, specie nelle linee di bus periferiche dove più frequenti sono gli assalti ai conducenti. Promesse vane. Ci chiediamo come mai si continui a insistere su un progetto che non potrà assolutamente vedere la luce, almeno nell’immediato. Il motivo è evidente: il pauroso deficit dell’azienda dei trasporti non consente neanche l’ammodernamento del parco macchine perché l’irragiungibile cifra dei 400 milioni previsti, in una realtà con oltre un milardo di buco, non consente alcuna ‘distrazione’ dall’ordinaria amministrazione”, chiosa Maritato.

 

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