Esce l’omonimo disco de Il Grido. Il rock alternative che dalla capitale fa il giro d’Italia
Ecco l’esordio de Il Grido. Un disco che da pochi giorni ha raggiunto i principali canali digitali e non solo. Una delle più interessanti rock band della scena alternative – quella verace aggiungerei io – si presenta alla critica e alla stampa con un lavoro decisamente pieno di aspettative ma anche ricco di ispirazione come la magistrale scrittura del singolo “Amsterdam (Hai una cura per me?)” ma anche brani più schierati e meno “romantici” come “I Presindenti” o l’open act “Zero”. Sono suoni reali, suonati, che bruciano sulla pelle come fanno le ferite ancora aperte…c’è tantissima rabbia in questo disco, ci sono i suoni che dall’elettronica caria ed eventuale attingo (forse) quel minimo indispensabile per farsi compatti e produttivi. Insomma “Il Grido” è un disco che non cerca la simpatia delle radio ne quella della critica pop italiana, da artisti come loro poi che si deve per forza tornare indietro al grunge storico anni ’80 (almeno) per capirne i dettami portanti…quanto meno…un po’ come quando Iggy Pop sfornava “Raw Power” e la critica lo inseguiva col fiato corto. Quello era il futuro in un certo sento. Qui siamo a ricordare un passato con grande mestiere e gusto e anche con molta personalità. In ogni caso, drogati come siamo dalla televisione, brani come “Dichiarazione D’indifferenza” che coniuga quella scuola con un presente digitale ed organze prese in prestito dalla sperimentazione, sono pillole difficili da ingoiare. ci vuole stomaco forte e grande passione e forza per oltrepassare le staccionate della banalità.


