“Chiediamo con forza alla direzione dell’azienda di emergenza sanitaria Ares 118, di spiegarci per quale motivo è stata rifiutata la mobilità di due medici dell’emergenza provenienti dalla Croce Rossa italiana, ente privatizzato, riorganizzato e depotenziato di risorse umane ed economiche”. L’appello è rivolto dal presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Dal 2012, anno di privatizzazione della Cri, è iniziata la ‘dismissione’ di molte strutture a questa appartenenti e di mobilità e trasferimenti di personale. Risorse qualificate, specializzate nella mission aziendale che è proprio l’emergenza, per cui naturale destinazione sarebbe stata proprio l’Ares 118. Ma come tutte le cose logiche – insiste Maritato – ciò non poteva andar bene ai nostri vertici regionali e aziendali per cui, due specialisti desiderosi di mettere a disposizione la propria qualificata competenza, si sono visti rifiutare tale possibilità perché, parole testuali, ‘risulterebbero comunque un gravame di spesa sul budget come nuova assunzione’. Restiamo sconcertati di fronte al fatto che la salute del cittadino, costituzionalmente garantita, sia messa in discussione per problemi di cassa. Ė ora di invertire la tendenza, in caso contrario si attenta al diritto alla salute e il direttore generale che avalla ciò dovrebbe essere allontanato”, conclude Maritato.
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