Ma c’è ancora qualcosa di etico da spiegare e non bastano le scuse. Ne parlerà Marra ai magistrati?
di Giovanni Lucifora
Non c’è alcun reato contestato dalla procura di Roma al sindaco Raggi per quanto riguarda le polizze stipulate da Romeo a suo favore. Questo vale sotto il punto di vista penale. Sotto il punto di vista politico invece c’è un sospetto di conflitto di interessi: polizze in cambio di incarico prestigioso con conseguente lauto compenso economico. Per la futura ‘Sindaca’ (beneficiante delle polizze) un pacchetto di voti; per il futuro responsabile della segreteria politica (stipulante) un ruolo chiave nell’amministrazione capitolina. C’è però un problema ed è rappresentato dal fatto che tutto questo non è stato dimostrato e chi avanza accuse si assume le proprie responsabilità civili e penali. Tra l’altro, la Raggi, l’ha detto subito: “non ne sapevo niente” e Romeo ha confermato di non aver mai detto nulla a Virginia. E niente è possibile accertare.
Allora a questo punto, al di là delle mere e inutili supposizioni dei denigratori del Movimento, la vicenda polizze può essere già definita chiusa? No. Non proprio. Perché polizze o non polizze, i ‘quattro amici al bar’ devono ancora dare alcune risposte e non devono darle solo ai magistrati ma ai cittadini che hanno scelto una giunta Pentastellata alla guida della città. Questo perché se è vero come è vero che alla Raggi viene contestato tutto e di più, peggio di quello che accadde a Ignazio Marino o ai tempi del ‘miracolo italiano’ a Silvio Berlusconi, è anche vero che la comunicazione non è il suo forte.
Lo stillicidio nei confronti della Raggi arriva da più fronti ed è iniziato subito e continuerà e questo semplicemente perché il M5S non cerca alleanze, non solo politiche, ma soprattutto editoriali. E se l’opinione pubblica, quella che si informa su giornali e tv, prende per oro colato le presunte verità dei quotidiani, allora basterebbe un cambio di tendenza, ovvero favorire i gruppi editoriali ‘nemici’ che hanno interessi extra editoriali e accogliere le loro richieste affinché venga risanato il gap comunicativo. Ma questo non credo sia il desiderio del cittadino a cinque stelle quindi non accadrà mai. Ma tant’è, siamo in Italia, non si può mai sapere.
E l’Italia, qualcuno dice, è il paese delle mezze verità. C’è infatti ancora da chiarire la vicenda delle nomine, di quelle figure del passato come Marra e Romeo che secondo i diktat di Beppe Grillo non potrebbero mai far parte di un sistema di governo a cinque stelle. Proprio quei due che insieme alla Raggi e all’ex vice sindaco Frongia comunicavano nella chat esclusiva i ‘quattro amici al bar’. “Ho sbagliato le nomine”, si è affrettata a confessare la Raggi, “scusate”. Scuse accolte, poi? Adesso serve un’opera di chiarimento per comprendere meglio gli errori commessi (ovviamente) in buona fede.
E allora, cosa lega la Raggi ai signori di cui sopra? Questa è la domanda. Lei ha fatto capire che erano persone d’esperienza, qualcuno ha invece avanzato illazioni di presunte relazioni amorose, cosa che non è interessante, non ci riguarda e non serve a nulla. Serve invece capire, spiegare, convincere i cittadini, questo serve caro primo cittadino della capitale, nessuno chiede le sue dimissioni e l’augurio che il (damoje) tempo le sia servito per garantire a Roma un futuro migliore, è autentico e reale, però sciolga questo dubbio, anche a costo di rivelare verità fastidiose.
Tra l’altro, uno dei quattro amici del bar ha deciso di dire la sua agli inquirenti: Raffaele Marra, in carcere per corruzione, altra vicenda. Ma Marra potrebbe dare, tra le altre, queste risposte. Risposte non necessariamente di carattere penale ma eticamente rivelatrici della netta differenze tra la politica del passato e quella 2.0 targata Casaleggio Associati. E già, la politica, che come insegna il M5S, è esempio e i suoi rappresentanti ne sono i protagonisti. Politici o cittadini, chiamateli come volete, sempre politica fanno. E di una ‘nuova politica’ ce n’è tanto bisogno. Una ‘nuova politica’ che il Movimento di Grillo definisce da sempre ‘onestà’, ovvero quella qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale e trasparente. Dimostrare questa qualità a Roma, al di là degli slogan, vuol dire essere pronti a guidare l’Italia. Se però a spiegare i legami tra i protagonisti di questa vicenda è Raffaele Marra, la questione cambia. ‘Sindaca’, lo bruci sul tempo, ne trarrà solo vantaggio lei, il Movimento 5 stelle e perché no anche i cittadini italiani, non solo quelli di Roma.


