di Valeria Davide

Ho cominciato a scrivere qualche anno fa, l’incipit è arrivato con la consapevolezza del tempo che passa e non ritorna e con il desiderio di lasciare un’impronta che possa essere d’insegnamento alle mie figlie e a tutte quelle donne che soffrono per amore, inteso nel senso più ampio del termine. Ma intorno all’universo donna si apre in me un cratere enorme, denso di sentimenti ed emozioni. La scrittura mi aiuta a sviscerare il nero che è in ognuno di noi e attraverso la resilienza far sì che le emozioni negative abbiano un risvolto positivo nella vita di ognuno di noi. Anna Festa

PENSERÒ DOMANI Penserò domani al giorno di ieri, e quando l’alba prenderà il largo e si fermerà sulla sponda della mia fronte audaci gocce scioglieranno le rughe della memoria e solo allora saprò, perché un bacio rubato è rimasto dietro la porta. Penserò alla mendicante panchina che, invano, ha atteso il braciere scaldasse le colline. Penserò ai morsi allo stomaco e al volo delle rondini con le ali spezzate, all’inchiostro sgorgato dalla penna e ritrattato dal foglio. Insegnerò al domani a ricevere il mio oggi.

L’autrice di oggi, Anna Festa canta soprattutto d’amore. L’amore travagliato, corrisposto o quello impossibile. E lo scrive molto bene, con uno stile semplice ed elegante. La sua poetica non usa tecniche o figure retoriche sofisticate, né affronta tematiche impegnative per il lettore. Eppure, questa semplicità si traduce in versi molto scorrevoli e piacevoli alla lettura. In altre parole Anna Festa è la poesia che intendo io e la ringrazio di avermi donato questa sua lirica per commentare uno dei temi più diffusi. In «penserò domani» si racconta la storia di un amore rimasto nell’oblio, un amore rinunciato, spezzato e svilito che ha bisogno solo del domani per essere ricordato con affetto e senza dolore. Domani per asciugare lacrime che rugano il viso, nel silenzio stanco dei tanti quesiti che non hanno avuto risposte. In questa lirica non c’è solo la descrizione di uno stato d’animo, ma vengono utilizzate figure e immagini che rendono perfettamente l’idea dei sentimenti che il poeta vuole trasmettere, come quella panchina rimasta vuota che ha raccolto baci e il ricordo di essi… «saprò, perché un bacio rubato/ è rimasto dietro la porta» e qui l’autrice chiarisce l’importanza del tempo che serve a capire, a lenire e a confermare quel che agli occhi dell’amore appare annebbiato quando si ama fino ai morsi dello stomaco. Ma è nel verso chiave «penserò al volo delle rondini/ con le ali spezzate» che descrive la grandezza di questo amore che aveva il volo alto delle rondini, che traboccava versi sulla carta come un fiume in piena. L’amore che non ha avuto il coraggio di volare e ora ha le ali spezzate. Il tempo è giudice e domani ci penserò. Ora fai male, e quando finalmente questa lunga notte sarà finita e arriverà l’alba, solo allora ritroverò la mia pace, con le mani vuote, che il tuo posto ha lasciato; questo è il messaggio. Forte, bellissimo. L’amore è sempre amore, questo è vero. E porta con sé la voglia di vivere con follia anche se è un amore impossibile. Idealizzare è una fase naturale dell’innamoramento, ma col tempo il sentimento ha bisogno di conferme, di rimettere i piedi a terra. E viversi. Non c’è amore che non abbia bisogno di viversi. Nessun amore è perfetto e ognuno verrà messo alla prova prima o poi e per questo non bisogna distaccarsi dalla realtà ma scegliere il partner senza idealizzarlo, senza dover rinunciare a essere romantici e godendo delle emozioni positive che il desiderio ci fa provare senza ossessioni, possessività o delusioni. Tuttavia come una solida pianta, un amore che ha buone radici non teme nulla, né distanza né siccità o venti. Vero… Ma pur esso va curato.

Grazie Anna della tua stima e apprezzamento per la mia rubrica.

Valeria davide, poetessa e scrittrice.

Per scrivere a Poeticando: valeriana73@hotmail.it

 

 

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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