Arresti e indagati per presunti illeciti sugli appalti. Stanziati dalla Regione fondi per altre opere.
“Operazione Piramide, una grande retata. In uno dei più importanti ospedali romani, il San Camillo, dieci arresti e ventisei indagati con gravi imputazioni, hanno rivelato una ‘cupola’ degli affari che, ci auguriamo, resti un fatto isolato nel grande nosocomio”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che insiste: “La scoperta di un presunto giro di tangenti, che secondo le accuse sembra avesse a capo il numero uno dell’ufficio tecnico già allontanato da un anno, ha diffuso un senso di insicurezza nell’opinione pubblica, creando un clima di comprensibile sospetto su lavori passati, presenti e futuri. Sebbene gli attuali vertici dell’ospedale abbiano preso le distanze e attivato tutti gli anticorpi necessari a sconfiggere la piaga della corruzione, riteniamo si debba soprassedere con ulteriori opere di ristrutturazione e/o trasformazione di reparti. Ci riferiamo in primo luogo – precisa Maritato – alla prevista riconversione del reparto Maternità e Ginecologia, in cui secondo le previsioni regionali, dovrebbero essere collocati gli uffici amministrativi sgomberati dal Forlanini chiuso da Zingaretti il 30 giugno 2015. Una vera bestialità, ci permettiamo di dire. Oltre allo smantellamento di uno storico ed efficiente reparto, si investirebbero fondi in una operazione che, stando alle vicende odierne, sarebbe agli occhi dei cittadini quanto meno detestabile”, conclude Maritato.
UFFICIO STAMPA ASSOTUTELA


