13406791_10208025871816980_4023510474439590534_nSe ne parla dal 2008. Ci sono decreti, commissioni, atti ma sul territorio i servizi stentano

 

“La drammatica vicenda di Marcello Cairoli, morto in drammatiche condizioni al pronto soccorso del San Camillo, solleva dubbi e interrogativi sulla fantomatica rete oncologica della Regione Lazio che, come tutte le iniziative di Zingaretti, è rimasta solo sulla carta”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che aggiunge: “La prima a farvi riferimento – sicuramente dopo che qualcuno le ha spiegato di cosa si tratta – è stata il ministro della Salute Lorenzin, che ha finalizzato la fatua indagine degli ispettori alla verifica sull’attuazione di tale apparato organizzativo. Ebbene, la titolare della poltrona di lungotevere Ripa farebbe bene a consultare gli archivi regionali. Dal 2008 nel Lazio si susseguono commissioni, riunioni, dibattiti, convegni sul tema. L’ultimo è del 19 maggio scorso all’Ordine dei medici di Roma. Sono stati utilizzati termini altisonanti – Hub and Spoke – si è fatto appello a tale struttura ‘quale obiettivo essenziale per elevati standard di qualità’, definizione il cui imprinting spetta al primo documento che la soppressa Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio stilò nel 2008. Tutto inutile. Per i malati e le loro famiglie va avanti il solito calvario. Ci chiediamo quante siano le risorse investite in tali ridondanti consessi senza ottenere risultato alcuno, se non la disperata determinazione di un figlio che pietosamente nasconde la sofferenza di suo padre con una maglietta e un telo di plastica”.

 

 

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