Un decreto ministeriale pone paletti a tali strutture territoriali e la Regione Lazio “obbedisce”
“Doveva essere il ‘nuovo modello Lazio’, basato sulla sanità territoriale quello che Zingaretti immaginò in campagna elettorale e ha finto di attuare una volta eletto. Di fatto, la politica regionale si sta risolvendo in una caporetto del diritto alla Salute, sia in ospedale che nei distretti sanitari delle Asl”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “Un decreto ministeriale, il numero 70 del 2015 prevede la disattivazione dei punti di primo intervento sul territorio, così da privare i cittadini di un riferimento certo per l’assistenza di base, sempre più carente per vari motivi: sovraffollamento in pronto soccorso, mancata attivazione delle 48 case della salute previste da Zingaretti a fine 2015, difficoltà di presa in carico da parte dei servizi di assistenza domiciliare delle Asl. Insomma un fallimento su tutta la linea, altro che nuovo modello – obietta il presidente – il tutto con la motivazione, assolutamente da provare, della necessità di riduzione della spesa. AssoTutela non resterà in silenzio a guardare. Non accettiamo lo smantellamento di tali servizi insieme a tutti i tagli, le soppressioni, le riduzioni di presidi e prestazioni degli ultimi tre anni. Promettiamo la massima mobilitazione insieme ai cittadini e, se occorre, arriveremo alle barricate davanti ai punti di primo intervento di Montefiascone, Ronciglione, Cisterna, Cori, Priverno, Sezze, Sabaudia, Gaeta, Minturno, Pontecorvo e del Cto, finito di ristrutturare pochi mesi fa con poco meno di 200 mila euro”, conclude il presidente.


