“Questa volta è toccato al San Giovanni. L’instancabile tagliatore di nastri Zingaretti ha battezzato, senza acqua santa, la terapia intensiva e il pronto soccorso pediatrico del nosocomio, sostenendo come fa sovente, di aver segnato ‘una svolta storica’ quasi fosse un antico condottiero vittorioso su un campo di battaglia o uno statista alla guida di un grande impero”. Ironizza così il presidente di AssoTutela, candidato a sindaco di Roma Michel Emi Maritato che spiega: “Quella di Zingaretti sembra una coazione a ripetere. Si ritrova sempre nelle stesse situazioni, le inaugurazioni, che si rivelano poi un boomerang per lui. Ci spieghi quante terapie intensive di quelle giubilate dalla Regione Lazio sono attualmente in funzione, quanti operatori sanitari sono stati effettivamente assunti e quale sia l’utilità di tali ‘romanelle’ praticate in tutti gli ospedali. Il governatore – insiste ancora Maritato – si giova della terza tranche di finanziamenti previsti da una vecchia legge del 1988 sull’edilizia sanitaria e, piuttosto che programmare e pianificare gli investimenti con il Consiglio regionale come prevede la legge, li studia a tavolino con la ministra della Salute Lorenzin, procedura che non sta né in cielo né in terra, considerato che la Costituzione italiana, in virtù del Titolo V, affida alle sole regioni tali poteri programmatori”, conclude Maritato.


