Abbiamo avuto il piacere di intervistare Enrico Bevilacqua, bassista dal talento infinito, che ha appena pubblicato il suo primo cd solista “Brooklyn” che è stato presentato giovedì scorso presso lo store Discover di Pescara.
Parlaci del tuo primo cd “Brooklyn”… Come hai scelto i musicisti che hanno collaborato con te?
La scelta dei musicisti è sicuramente scaturita alla mia collaborazione con Patches Stewart (trombettista di fama mondiale ndr) ed è proprio lui che mi ha convinto a fare “Brooklyn” e insieme a Stefano Sastro (già collaboratore in passato di Alex Britti, Antonello Venditti, Gianni Morandi, Gino Paoli, Syria, Mietta, Loretta Goggi, Enrico Brignano e tanti altri) e Roberto Di Virgilio (chitarrista nel “Dov’è andata la Musica… Tour” 2015 di Dodi Battaglia e Tommy Emmanuel ed in passato al fianco di artisti quali Aida Cooper, Giampiero Artegiani, Lena Biolcati, Drupi, Michele Zarrillo, Giorgio Panariello, The Niro, Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso ) lo abbiamo fatto nascere.
Puoi parlarci delle tue collaborazioni passate con Giò Di Tonno e Lola Ponce?
La collaborazione con Gio’ Di Tonno è durata molti anni poi per la mia scelta di portare avanti il mio nome con i miei progetti ci siamo separati ma ci sentiamo ancora tutte le settimane la stima non cambia mai…
Quanto deve esercitarsi un bassista giornalmente secondo te?
Lo studio nella musica è fondamentale; io non sono un grosso praticante ma credo che almeno 3 ore al giorno sia essenziale esercitarsi.
Cosa pensi delle nuove generazioni di bassisti?
Ci sono talenti in tutto il mondo giovanissimi che ti fanno rimanere a bocca aperta
A cosa è composto il tuo gear?
Suono con due casse da quattro coni e una da sei coni, dei compressori, ho un synth e un overdrive il tutto a pedale ed il mio eterno Fender Jazz Bass
Dal 2015 sei Endorser Ufficiale MARK BASS, D’ORAZIO STRINGS e NEMPHASIS PEDALS…
Sono i prodotti che mi hanno colpito di più come qualità e soprattutto professionalità delle case stesse
Come nasce un tuo groove?
Il groove non nasce, ma ci si nasce
Quanti e quali tipi di basso utilizzi normalmente?
Una volta ero per portare sul palco molto bassi; adesso ne porto sempre e solo uno: il mio Fender Jazz Bass del 1966
Quali sono i tuoi idoli musicali e da chi ti senti più influenzato?
Il disco si chiama “Brooklyn” perché è il quartiere dove è nato Marcus Miller che sicuramente è uno delle mie maggiori influenze, ma ne posso citare mille altre, da John Coltrane a Miles Davies e Charlie Parker passando per tutta la Black Music in generale
Progetti futuri?
Spero duri questa collaborazione con questi splendidi amici e musicisti per molto tempo


