UNA LACRIMA SUL VISO 

Incontro Gioconda Oliano  poetessa e coordinatrice di eventi poetici e spesso giurista di concorsi di poesia e parliamo di lacrime d’amore  in una sua lirica a stile libero  condivisa nella pagina Facebok  ” L’anima di Gioli”.  

 
 
Lacrima  

di Gioconda Oliano


A piedi scalzi m’immergo
nel bisogno di te
come una bimba
spoglia di ogni vergogna
e, nasce una lacrima..
non voglio che scenda
la trattengo nel cuore,
scappa…
si ferma in gola, soffoca
attanaglia…ma inesorabilmente
dalle ciglia naufraga sul viso
bagna le labbra, l’assaporo
e in quel sapore ritrovo te.

Esistono vari di modi di piangere: c’è il pianto irrefrenabile, quello convulso, quello di abbandono, quello di sollievo, quello implorante, quello plateale, quello forzato, rassegnato, di rabbia, di felicità, di gioia, di compartecipazione, di commozione.Il pianto è una salvezza, senza moriremmo di dolore.Il cantante Bobby Solo cantava ” da una lacrima sul viso , ho capito tante cose”. E aveva ragione! Una lacrima non mente sullo stato d’animo. Le lacrime lavano il cuore dal dolore e guai a trattenerle : come calcare si depositerebbero sul suo fondo fino ad incrostarlo , rendendolo duro. Nella poesia di Gioli c’è la lacrima fonte  d’amore ,quel grido dell’anima che rivela la sua nudità, la sua miseria. Nel verso che recita :”nel bisogno di te / come una bimba/” leggo un pianto sincero e di abbandono come quello di un bimbo che senza vergognarsene esprime il suo bisogno o il suo dolore.. No, piangere non è roba da bambini ma è la somma di tutte le parole dette e non dette esprimendo  in toto il sentimento reale, qualunque esso sia. La lacrima è sangue dell’anima. Nel verso :” la trattengo nel cuore / scappa/ “, traduco la volontà di trattenere quel dolore facendo finta che non c’è e che tutto vada bene,  ma non si può fuggire nè dall’amore nè dal dolore , nè ci si può distrarre , perchè quando l’anima ama o piange in qualsiasi posto sei o in qualunque cosa fai  lui/ lei sarà sempre a un millimetro dal cuore. Se l’amore non ti fa piangere  è un non amore. Nella chiusa “bagna le labbra, l’assaporo/ e in quel sapore ritrovo te /” traduco la dolcezza di quel dolore, dolce perchè non cade dagli occhi ma dal cuore e tutto ciò che davvero riesce ad entrare in un cuore ne esce a fatica . Cara Gioli , grazie di aver condiviso la tua “lacrima poetica”,  che ci insegna oggi che piangere è un modo concreto di amare e beato chi lo sa fare ,donna o uomo che sia senza temere di sembrare troppo ridicolo o debole, perchè se mai hai sofferto per amore mai hai amato davvero.  Ti lascio una  mia riflessione :”Il peggior dolore è avere gli occhi asciutti mentre il cuore piange “
Valeria Davide – scrittrice- poetessa.
Per scrivere a Poeticando: valeriana73@hotmail.it

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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