In un momento di tensione generale e di problematiche sempre crescenti, i grandi leader mondiali non sembrano aver dimenticato la partita del Global Warming. In una Parigi colpita dai recenti attentati, traumatizzata e ancora scossa, questa settimana saranno presenti più di 140 leader mondiali, inclusi Barack Obama e il presidente Cinese Xi Jinping.
Obiettivo comune sembra essere (si spera!) la firma di uno storico accordo globale di riduzione delle emissioni di carbonio. Insieme alla Francia, centinaia di migliaia di persone nel mondo sono pronte a scendere in piazza in Gran Bretagna, Australia, Stati Uniti, Sud Africa, Brasile e nel resto d’Europa.
Un’operazione di sicurezza senza precedenti, a seguito degli attacchi di Parigi, vedrà schierati 2.800 elementi delle forze armate che avranno il compito di proteggere gli oltre 40.000 delegati e diplomatici e i 6.000 giornalisti che prenderanno parte all’evento.
Una forza di quasi 8.000 uomini controllerà i confini francesi. “Unità mobili, squadre antisommossa, gendarmerie sono stati chiamati a creare un livello di protezione senza precedenti” ha detto il ministro degli interni, Bernard Cazeneuve.
Il summit, che si prefigge l’obiettivo di assicurare una riduzione del riscaldamento globale di circa 2.0 gradi C, apre con un avviso da parte dei vertici della World Bank che ricordano al The Observer e al Guardian come i cambiamenti climatici “destabilizzino i paesi e permettano ai terrorismi e ai conflitti di svilupparsi”.
Le Nazioni Unite, le organizzazioni internazionali e le strutture accademiche hanno tutto l’interesse ad agire saggiamente. Il cambiamento climatico è il problema definitivo del 21esimo secolo. Sta provocando decine di migliaia di morti ogni anno, dalla diffusione di alcune malattie, fino ad eventi atmosferici estremi, dalla riduzione di cibo e acqua, fino all’impoverimento delle condizioni di qualità dell’aria e della sanità.
Mark Glodring, il capo esecutivo dell’OXFAM in Gran Bretagna, ha avvertito gli stati che lo sviluppo economico potrebbe effettivamente “essere distrutto dai cambiamenti climatici, affrontati perdendo 1.7 tn annualmente se il clima dovesse raggiungere un aumento di 3 gradi C.

