Con l’ultima tranche di “L’Economia che non c’è” segniamo un punto di arrivo. La conclusione di un ragionamento partito dall’analisi di alcuni spunti socio-politici ma principalmente economici e finanziari, che ha spinto chi scrive a chiedersi come stia funzionando attualmente il nostro sistema economico (e perché) e quanto questo sia realmente atto a competere con quelli degli altri Paesi, specie di quelli emergenti come Russia, India, Cina e Brasile.
Se la scienza ci ha insegnato qualcosa, difatti, è sicuramente che il futuro è di chi si evolve e non di chi cresce intorno ad un punto, accartocciandosi.
È relativamente recente la nascita di una porzione di mercato sempre più aperta alla ‘green economy‘ e nonostante il fatto che in Italia vi sia una naturale reticenza all’innovazione e allo svecchiamento aziendale, anche qui sta pian piano facendosi largo l’idea di un’economia sostenibile.
Sostenibile non solo nel ‘green’, ma anche -e soprattutto!- per i dipendenti. Le grandi aziende hanno compreso da tempo (Luxottica in primis) che il benessere dell’azienda passa attraverso il benessere di chi ci lavora, dal grado di soddisfacimento e dalla capacità di trasformare il proprio pensiero e la propria passione.
Le ‘startup‘ evolvono verso la creazione di mini-imperi commerciali realizzabili e gestibili da poche persone e capaci di fatturare diversi milioni di euro (sino a giungere all’italianissima Candy Crush che ha sfondato diverse volte la soglia del miliardo di euro).
Un “capitalismo dal volto umano” che anni fa sembrava più una barzelletta che un mood da perseguire, è ormai giunto al proprio germoglio più sano; se prima l’economia era una parola arcana e quasi spaventosa per molti (come ‘politica’ per intenderci) oggi è diventata motivo di slancio e di ottimismo per tantissimi giovani.
Se riusciremo, in Italia come in Occidente, a comprendere l’evoluzione delle economie in crescita -Cina in testa- riusciremo anche a raggiungere obiettivi validi e purificati dal terrorismo verso l’estero.
L’incontro è fonte di sviluppo, rendiamocene conto e creiamo.

