“Ma quale bavaglio, la delega mira a tutelare i diritti di tutti. Preoccupazioni di Carbone? Sa leggere, nella delega non si mettono limiti alle intercettazioni come strumento d’indagine”. On. Donatella Ferranti, Presidente della commissione Giustizia della Camera, ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano”, condotta da Gianluca Fabi e Livia Ventimiglia su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.
“Il Fatto quotidiano parla di legge bavaglio? Non c’è assolutamente alcuna volontà del Parlamento di mettere il bavaglio ai giornalisti –ha affermato Ferranti-. Vogliamo solo rendere effettiva una disciplina che già oggi dovrebbe essere radicata, cioè far sì che nel diritto di cronaca rientri ciò che è rilevante e che rientra nel diritto all’informazione dei cittadini nell’ambito di un’inchiesta penale, preservando terzi che sono al di fuori dell’indagine. Sono in gioco il diritto di cronaca, il diritto alla riservatezza ed è normale che quando si vuole cambiare disciplina in materia di pubblicabilità delle intercettazioni il dibattito è sempre molto acceso”.
Risposta a Maurizio Carbone, Segr. Naz. Associazione Magistrati, preoccupato per la genericità della delega. “Il Dott. Carbone sa leggere benissimo le norme e nella delega non si parla dello strumento intercettazione come strumento di investigazione. La delega non mette nessun limite alle intercettazioni telefoniche come strumento d’indagine, questo deve essere chiaro”.
Sulla responsabilità civile dei magistrati. “Io ho fatto il magistrato –ha affermato Ferranti- e so benissimo che le scelte devono essere fatte in piena autonomia, senza paura di incorrere in sanzioni. Perché un magistrato che ha paura non lavora bene, non è sereno e può diventare un pericolo per i cittadini. Ovviamente bisogna fare in modo che ci si renda conto di quelle che possono essere le ingiuste detenzioni, che poi devono essere risarcite dallo Stato”.


