FEDERCICIANO FESTIVAL : POETI PER L’ETERNITÀ

Si è conclusa il 30 agosto la VII edizione del festival della poesia realizzata e ideata dall’editore Giuseppe Aletti nella suggestiva location di Rocca Imperiale e patrocinata dal comune di Rocca. Il progetto nasce come festa non accademica per non demonizzare la poesia e con l’obiettivo di immortalare un poeta per l’eternità; sette anni di una crescente partecipazione a quella che è diventato un trampolino di lancio per amanti della poesia riuscendo a valorizzare una Calabria e di promuovere le sue bellezze.Tra gli ospiti intervenuti che hanno onorato la rassegna nei diversi appuntamenti ci sono stati Mogol, Alessandro Quasimodo, Pupi Avati, Laura Valente, Emanuela Aureli,O mar Pedrini, Paolo Bonfanti, Giovanni Scarfò, Claudio Cojaniz. Nella giornata del 25 l’iniziativa “rispettiamo la Magna Grecia” ha voluto unire alla poesia la sensibilizzazione all’inquinamento del Poeta numero uno : il mare nostrum. Ho voluto partecipare fisicamente a questa rassegna per curiosità e anche perché nell’ambito poetico rappresenta un importante appuntamento e punto d’incontro con chi desidera confrontarsi e condividere la propria arte con i poeti di tutta Italia. Infatti tra i partecipanti (14000 quest’anno) erano presenti poeti dalla Lombardia alla Sardegna .Un vero successo quello del Federiciano che tra le rassegne poetiche nazionali promette l’originale riconoscimento della poesia vincitrice immortalata su una stele di ceramica maiolicata e affissa ai muri delle case che ne caratterizzano il Paese della Poesia . Infatti nel percorrere le viuzze che conducono al Castello Federiciano si possono ammirare le stele dei poeti da S.Francesco d’Assisi con il suo “Cantico dei cantici” a Quasimodo, da Bennato (che ha fortemente voluto questo Festival) a Alda Merini , da Leopardi a Foscolo fino alle stele dei nuovi poeti vincitori che ogni anno concorrono per il prestigioso premio. Durante la manifestazione i poeti presenti hanno declamato le proprie liriche in una suggestiva atmosfera dove il tempo sembrava essersi fermato al medioevo tra le mura del castello svevo affacciate a picco sul mare, culla della Magna Grecia, che nella sera di sabato 29 era illuminato da una maestosa Luna. Rocca ti ospita con la sua bellezza paesaggistica, la sua arte con il museo delle cere e con la semplicità del vivere, la gentilezza e la disponibilità dei suoi cittadini che non ti fanno sentire un turista ma ti accolgono con calore, onorati della tua presenza. La serata è proseguita presso il Paese della Poesia in festa con la musica jazz e medioevale, artisti di strada, lancio dei palloncini e con la cena alla trattoria dei Poeti a Piazza d’armi che ci ha fatto degustare la sua famosa “Pasta Maritata”di cui conserverò un delizioso ricordo. I due fortunati vincitori della kermesse sono stati Daniela Ferraro con la poesia “settembre”e Giuseppe Minniti con “Ora d’aria” , ma, anche per chi ha partecipato e ritirato la pergamena di” Poeta federiciano” è stata una personale vittoria, perché è proprio il caso di dirlo che al Federiciano così come accade al San Remo dei cantanti l’importante è partecipare, e di ciò si ringrazia l’ ideatore Giuseppe Aletti ( con me in foto) per aver messo a titolo gratuito una rassegna che promuove la poesia ormai da tempo soppressa dalle nuove tecnologie e dalla diffidenza popolare.Tra le stele affisse a Rocca Imperiale riporto e condivido un verso della Merini della sua I poeti lavorano di notte: ” Ma i poeti, nel loro silenzio/ fanno ben più rumore/ di una dorata cupola di stelle.

Valeria Davide poetessa-scrittrice

Per scrivere a Poeticando: valeriana73@hotmail.it

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