Il regime eritreo riscuoterebbe illegalmente una tassa che ogni cittadino del paese del corno d’Africa in Svizzera, dal libero professionista al richiedente l’asilo, sarebbe tenuto a pagare. L’importo, il 2% delle entrate annuali, sarebbe incassato dal consolato di Ginevra e il pagamento sarebbe obbligatorio, pena ritorsioni su familiari e beni in patria.Il sistema di controllo avverrebbe attraverso “persone fidate messe in punti chiave, spesso insospettabili traduttori che lavorano per le ignare autorità elvetiche”.Se fosse una notizia vera per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” meriterebbe un approfondimento giudiziario immediato anche da parte delle nostre autorità per verificare se analoghe procedure siano applicate anche in Italia

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