Paolo Tocco e il suo nuovo disco “Il Mio Modo di Ballare”. L’intervista di Gianluca Clerici ad un cantautore e producer che da diversi mesi colleziona solo importanti riscontri per il suo nuovo disco di inediti in studio. Indiscrezioni sul prossimo video in uscita a Settembre.

di Gianluca Clerici

Discografico, blogger, produttore e soprattutto cantautore. È dire poi che la lista sarebbe ancora più lunga se contiamo che Paolo Tocco negli anni è diventato anche ingegnere e prestigiatore professionista. Ma oggi lo ritroviamo in pasto alla critica per i bellissimi riscontri che questo suo secondo lavoro personale dal titolo “Il mio modo di ballare” sta ottenendo tra le pagine dei cartacei e della rete. Un disco che parla di ipocrisia tra tanti punti di vista. Un disco che emoziona con generi diversi, dalla ovvia e distinguibile canzone d’autore italiana alle tradizioni folk rock internazionali passando per il progressive nostrano degli anni ’80. Un disco raffinato e sento di potermi unire al coro delle belle recensioni uscite in questi mesi di promozione. Andiamo oltre e fermiamo Paolo Tocco per qualche battuta di sorta. Un grazie alla redazione di Venotnuovo e a Marco Vittoria (peraltro cugino dell’artista…a quanto pare in famiglia la musica è di casa) che hanno deciso di ospitare tra le loro righe questa mia intervista.

“Il mio modo di ballare”. Che disco è?
Lo sto scoprendo anche io sai?!! Un disco semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice perché fa uso della parola quotidiana e parla di tutti noi, di cose semplici che accadono. Complesso perché ne fa una raffigurazione sempre metaforica lasciando tra le righe il piacere di trovare il proprio significato e la propria veste. Raffinato nella produzione, questo lo credo davvero. Domenico Pulsinelli, colui che ha guidato la produzione artistica e tecnica, ha fatto davvero un lavoro importante. Per il resto, credo sia un disco diverso per ognuno di voi che deciderà di ascoltarlo.

Ispirazioni? Fantasmi da scacciare e miti da inseguire?
Ispirazioni? Non saprei come risponderti…a dire il vero non lo so neanche io. Scrivo come viene, per gioco, per una voglia che diviene bisogno e poi mero istinto di sopravvivenza spirituale. Un grande fantasma da scacciare (per modo di dire s’intenda e con molto rispetto) è quello di Francesco De Gregori. Sono sempre accostato a lui e questo mi lusinga moltissimo, attingo molto dalla sua musica e dal suo mondo, ma c’è tantissimo altro che mi piacerebbe far trasparire e direi che questo disco (più del primo sicuramente) lo mette in chiaro a lettere maiuscole. Mi fa piacere che chi ascolta davvero musica se ne sia accorto e lo abbia detto in più battute. Inseguo invece miti differenti e neanche molto distanti comunque da una certa scena. E mi riferisco a Fossati, a Gianmaria Testa e ad un certo folk americano che ha condito i miei ascolti negli ultimi anni come Pete Seeger, Guy Clarck e molti altri…

Una carriera ancora giovane ma già lunga di bei traguardi. Se te ne chiedessi uno in particolare?
Direi il Tenco 2012 con Zibba. Un disco, “Come il suono dei passi sulla neve” che ho visto nascere e crescere…una canzone di quel disco peraltro è stata ultimata in studio da me un giorno del tutto inaspettato di cui conservo foglietto scarabocchiato a penna. Al tempo ero editore e promoter di Zibba e lo sono stato fino a Sanremo 2014. Quindi veder nascere e crescere un disco fino ad uno dei più alti riconoscimenti per la canzone d’autore italiana, lascia segni che sono davvero romantici. Soddisfazioni lavorative ma anche umane.

Tenco 2015? Sanremo 2016? Paolo Tocco ci sarà secondo te? Stai avendo davvero ottimi e numerosi riscontri…
Tantissimi. Molti anche inaspettati…sono davvero felice. Ci tengo sempre a sottolineare una cosa: il cantautore non è il mio mestiere, non faccio dischi per entrare nel mercato o andare in tournée o qualsiasi altra cosa che è doverosamente propria della vita di un artista di professione. Un disco che è servito molto a dialogare con altri personaggi del mondo discografico e, ovviamente, anche per dar voce ad una parte importante ma comunque confinate nella sfera del sentimento e del mio intimo vissuto. Quindi non mi aspetto niente in particolare ne inseguo chissà quali obiettivi e penso che sia un atteggiamento anche vincente per scrivere canzoni più leggere e incantate. Ma torniamo ai festival. Ci sarà Paolo Tocco? Decisamente no. O meglio: per il primo incrocio le dita. Per me l’obiettivo massimo sarebbe raggiungere la rosa dei 5 alle nomination…vincere la targa come miglior disco del 2015 la trovo una cosa assolutamente impossibile…presuntuosa anche da sperare. Anche perché, non facendolo di mestiere, ho davvero poco storico lavorativo da dare in pasto alla giuria. Sanremo 2016? Ci provai per l’edizione scorsa con il brano “Come le formiche”…ma ovviamente non è andata. Così Paolo Tocco è per sempre fuori dai giochi. Ormai troppo vecchio (da regolamento) per rientrare tra i giovani. Se un giorno diventerò talmente famoso da rientrare come Big allora ci penseremo. Ma per ora direi che posso dormire sonni tranquilli. Quindi incrociamo le dita per le piccole cose, sognare fa sempre bene ma poi andiamo a far la spesa che tra poco si mangia.

Ma se non lo fai di mestiere allora perché tentare di partecipare a questi festival?
Perché comunque se scrivi musica lo fai certamente per te. Ma se poi quella canzone la registri è perché vuoi che raggiunga anche gli altri. Non farlo di mestiere significa che non lavoro quotidianamente per la mia promozione o per curare concerti e tournée. Ma questo non significa che non desideri che la mia musica arrivi a quante più persone possibili. E riconoscimenti come questi oltre che funzionare allo scopo di diffusione in larghissima scala è anche motivo di grande orgoglio e soddisfazione…anche per chi fa qualcosa con lo spirito incantato di chi sta giocando. Che poi salire su un simile podio non è solo un bel passaggio di vita ma, se vuoi, cambierebbe anche la prospettiva e forse inizierei a farlo per mestiere.

E dimmi un po’: perchè tutti “snobbano” Sanremo secondo te?
E la domanda sarebbe da continuare così: perché tutti poi ci vogliono andare? E il popolo insorge dicendo: “No!!!! Sei pazzo? Io neanche mai lo guardo Sanremo”…
Qui apriamo davvero un tema difficilissimo ed impervio. Ci andiamo a scontrare con l’ipocrisia più stupida e viscerale che l’Italiano medio tiene stretto al cuore da secoli e che io condanno senza filtri e senza diplomazia. Tutti siamo affamati di visibilità, anche io che gioco a fare il cantautore…e Sanremo credo sia il più alto momento di visibilità per tutti coloro che vi partecipano. C’è di tutto in quei giorni ed un’Italia intera si ferma per dedicarsi all’evento. Chi ne parla male (a toro o a ragione) è chi non può andarci o non ha meritato di salire su quel palco…oppure chi, fortunatamente o per merito conquistato, non ne ha più bisogno. Se vuoi fare musica per il tuo ego allora puoi star chiuso in camera o al bar degli amici, di sicura la tua mamma e la tua ragazza applaudiranno alle tue canzoni. Se vuoi farlo di mestiere devi salire in scena sotto i riflettori. Poi ognuno è libero di pensarla come crede, ci mancherebbe. Ma in dieci anni e più di lavoro discografico non ho mai trovato coerenza e sincerità in questo come in altri argomenti simili. Se avessi la possibilità di andarci, non dormirei la notte per la paura…ma sarei in viaggio per Sanremo già da ora.

Ci salutiamo con una novità. Che poi è stata l’input per realizzare questa intervista. A settembre un nuovo video. Qualche anticipazione?
Eh già. Primissimi giorni di settembre se non addirittura qualche anteprima sul finire di Agosto. Voglio incorniciare il brano “Da questo tempo che passa” forse la canzone più rappresentativa e importante di questo mio piccolo lavoro. Il tutto nato dall’idea di Francesco Colafella, il disegnatore che ha curato le grafiche del disco: una scena molto felliniana che vedrà assieme il mondo e i personaggi che in qualche modo hanno ispirato questo disco, nei suoni colori e ne suoi significati. Non mi va di dire altro…incrocio davvero le dita anche per questo e spero di cuore si realizzi come lo stiamo sognando in questi giorni perché l’idea è fantastica e sposa a pieno ogni angolo di questo brano…a dire il vero sposa a pieno ogni angolo di tutto questo disco.

E allora avremo una bella scusa per tornare a parlare di te e di questo disco dal titolo “Il Mio Modo di Ballare”. Per ora grazie Paolo e in bocca al lupo per tutto
Grazie a te Luca…e grazie al mio bel cugino che ora dovrà sbobinarsi tutta questa chiacchierata con il caldo torrido della nostra bella cittadina.

Appuntamento a Settembre per il nuovo video di Paolo Tocco. Ecco un link utile per ascoltare il brano “Da questo tempo che passa” e da cui partire per l’ascolto di tutto il resto del disco.


di Gianluca Clerici

 

https://soundcloud.com/paolo-tocco/02-da-questo-tempo-che-passa

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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