La Corte Costituzionale con la sentenza n. 132 del 7 luglio 2015 è intervenuta sulla portata e rilevanza del principio del contraddittorio nel procedimento tributario. La sentenza trae origine da una ordinanza della Cassazione che riteneva che il principio del contraddittorio non dovesse applicarsi all’abuso di diritto, ma solo alla elusione di cui all’art. 37-bis, del D.P.R. 600/73, dove è espressamente previsto, di qui la spinta a denunciare di incostituzionalità la previsione del 37-bis. La Corte Costituzionale ritiene l’infondatezza della questione sollevata dal Supremo Collegio, statuendo importanti principi.Di fatti la Corte afferma che il principio del contraddittorio, non è un “inutile formalismo”, contrariamente a quanto sostenuto dalla Presidenza del Consiglio, ma un diritto fondamentale del contribuente, che risponde anche alla funzione di una adeguata istruttoria amministrativa. Per la Corte, quindi, la sanzione della nullità dell’avviso di accertamento è del tutto proporzionata, perché si tratta di violazione di particolare gravità atteso che lede un diritto fondamentale del contribuente e il principio di imparzialità della P.A. Il principio del contraddittorio, pertanto, proprio perché espressione di un diritto fondamentale e principio generale.


