Esce in questi giorni “Zapp”, prima prova discografica dei Mosquitoes, interamente registrato negli Urban Recording Studios di Perugia.
Prendete l’irruenza e il sound “grezzo” degli Stooges di Iggy Pop o della generazione garage degli anni sessanta, trasportatela ai nostri giorni ed otterrete i Mosquitoes.
Il progetto Mosquitoes nasce nell’ estate del 2012 a Foligno da un’ idea di Alessandro Donati (basso) e Luca Giuliani (chitarra), amici sin dall’ infanzia che decidono di unire le forze con i propri strumenti (rispettivamente basso e chitarra) formando un gruppo rock inedito dalle sonorità aggressive.
A loro si aggiungono Ismaele Zampognini alla batteria (sostituito durante il 2014 egregiamente da Leonardo Germani), Tommaso Giuliani alla chitarra e Tiberio Rossi Magi alla voce.
I generi in cui si adoperano i cinque ragazzi vanno dall’ alternative rock alle sonorità più blues, dall’ hard rock alle tipiche ballads.
I The Doors intitolarono una loro canzone incisa dopo la morte di Jim MorrisonNo me moleste Mosquito”; qui invece la voglia di essere “molestati” dalla loro musica è tanta sin dalle prime note di “Bobby the beggar”, ovvero 3:42 di pura energia sonora.
Legal slavery” inizia invece con un riff di basso accattivante che fa da preludio alle chitarre ricordando un po’ la “You could be mine” dei Guns N’ Roses anche se la voce è più simile a quella del compianto Layne Staley degli Alice in Chains.
Three Blacks” sa di Queens of the Stone Age, col suo sound più “moderno” ed intrigante che risulta essere il migliore episodio del disco.
Breath” è il tipico pezzo che tutti i musicisti vorrebbero aver scritto, una ballad micidiale tanto semplice quanto delicata che rimane in testa e che fa pensare ai Pearl Jam di Eddie Vedder.
In fondo non si deve essere per forza dei duri per dimostrare il proprio valore!
L’unico “difetto” che forse le si potrebbe trovare è la fine improvvisa, che in realtà è solo un gioco elegante per legarsi alla traccia conclusiva, “Red Magic”.
Una piccola curiosità: il nome dell’ Ep è ripreso dal nome di un’ azienda produttrice di insetticidi indonesiana (Bug Zapper) che durante il periodo di registrazione del disco ha messo, attraverso il profilo Facebook, il suo “mi piace” alla pagina del gruppo.
L’Umbria ancora una volta si conferma come regione fucina di talenti musicali che potrebbero fornire le basi per il futuro della musica italiana, troppo spesso massacrata dagli inutili talent show televisivi.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.