Roberta Papponetti sin dalla tenera età nutre e coltiva un forte interesse per l’arte.
Consegue studi di pianoforte che la rendono protagonista in eventi culturali (tra cui al Marrucino di Chieti).
La pittura è la sua passione, inizia su vetro, stoffa, metalli, ecc. continuando per circa 20 anni per poi dedicarsi maggiormente alla pittura su tela dal 1990 con diversi elementi come olio e tempera che la distinguono nell’arte creando opere di valore sia artistico che a nell’elemento quotidiano.
Ha esposto in diverse parti d’Italia ed è stata selezionata anche all’estero (vari Paesi tra cui Grecia e Inghilterra). Inoltre è la responsabile regionale abruzzese della Poesipittura, dove è affiancata dal critico d’arte Massimo Pasqualone.
L’artista ci ha gentilmente concesso un’intervista.

Quando hai iniziato a dipingere e come hai iniziato questa attività?
Ho iniziato a dipingere, come tutti i bambini, nell’età dell’infanzia, poi ho portato avanti questo discorso fin’ora. Poi ho portato avanti questa attività con vetro, stoffa, metallo e quant’altro, per immedesimarmi nel 1990 sulla tela con opere pittoriche ad olio.

Quali sono le tue specialità?
La mia specialità sono i paesaggi che sono montani, campestri, marini, ma sempre soleggiati e reali. A volte prendo spunto dalla realtà e con la mia fantasia rielaboro.

Sei stata definita come “L’artista dei Trabocchi” dato che è un tipo di paesaggio che rappresenti spesso…
Il Trabocco è un elemento tipico del nostro paesaggio abruzzese, ultimamente lo sto dipingendo in vari colori, in varie tecniche, trasposizioni ed in varie melodie interiori con i suoni, i colori, i movimenti. I Trabocchi sembrano cinetici, trasmettono molto movimento, sembra che il mare vada ad invadere questa struttura.

Sei molto attiva anche nel sociale, infatti hai donato molti quadri per la ricerca in favore dei bambini portatori di handicap…
Si, ho donato parecchie opere all’associazione del signor D’Amario per i bambini portatori di handicap, ho donato un’opera all’Ospedale di Penne e all’associazione del trapianto degli organi.

In quest’ultimo periodo hai avuto un’esperienza importante: hai partecipato alla Biennale di Palermo al fianco di Vittorio Sgarbi…
Tra 7 mila artisti, provenienti da tutto il mondo per partecipare a questo importante evento, ne sono stati scelti mille. Questa è stata la seconda Biennale di Palermo, ho partecipato anche alla prima che era presieduta sempre da Vittorio Sgarbi.

Una tappa importante della tua carriera artistica è l’avvicinamento alla Poesipittura…
Questa è una corrente artistico-letteraria del XXI secolo.
È nata questa corrente che mi è stata dettata da Giovanni Barone e dalla figlia Francesca che sono i fondatori.
Questa è un’arte che già esisteva nel Medioevo, è stata rispolverata e ribattezzata a Ceppaloni, in provincia di Benevento.
È un movimento che sta prendendo piede in tutto il mondo.
Inizialmente eravamo tanti poesipittori, poi molti di loro si sono persi, stava quasi svanendo questa Poesipittura che in Abruzzo la sto portando avanti come responsabile.
Questa nuova tecnica ha una duplice fase pittorica: quella del dipingere e la fase poetica, quindi si è doppiamente artista.
Se l’artista pittore non se la sente di scrivere la poesia, si può far supportare da un poeta in una sorta di collaborazione e da qui nasce il connubio della Poesipittura.

Questa particolare forma d’arte a breve verrà divulgata anche nelle scuole…
Questa forma d’arte sta incuriosendo diverse persone di cultura, sono stata notata dalla signora Elisa Valentini che ha una compagnia teatrale e si occupa anche di poesia, organizza eventi e gare poetiche.
Lei vuole mettere in atto un progetto nelle scuole con la mia collaborazione, abbiamo già parlato con il preside che il prossimo 10 marzo che ci accoglierà in Aula Magna con i ragazzi della Scuola Professionale di Ortona, l’Istituto Guglielmo Marconi.

 

 

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.