di Elena Sparacino
È sul tramonto dell’eccitazione di taffetà e lustrini seminata dalla settimana della moda che viene lanciata la seconda edizione del Fashion Film Festival di Milano – idea concepita da Constanza Cavalli Etro – che avrà luogo nella capitale italiana del glamour.
In seguito al grande successo del debutto della rassegna l’anno scorso (conclusasi col successo di The purgatory of monotony di Ace Norton con tre premi, ritirato dalla fashion designer Rei Yamagata dell’omonimo marchio), torna il prossimo settembre quella che Vogue Italia ha definito “un’occasione per accendere un riflettore su uno dei sottogeneri cinematografici che, attualmente, si sta configurando come vero vivaio di talenti”. Il festival lascia infatti spazio a un’ampia gamma di sperimentazioni mirate a “rinnovare il rapporto tra narrazione ed estetica”, comunicando la moda attraverso le commistioni con un’altra affermata forma d’arte: il cinema.
Proprio oggi 3 marzo si aprono le submissions per iscrivere la propria opera in maniera completamente gratuita: andando sulla home page del sito ufficiale www.fffmilano.com basta registrarsi compilando il form richiesto. Ci sarà tempo fino al 3 giugno.
Nel mentre, è possibile seguire in real time gli sviluppi e le novità che concernono l’allestimento del festival attraverso i suoi canali social ufficiali, primo tra tutti la pagina Facebook, seguita a ruota dall’account Instagram (del resto, proprio di arte ed estetica si parla). Nel mentre, inizia una campagna promozionale che ha incluso, il 25 febbraio scorso, anche una lezione sui Fashion Film tenuta presso la sede a Milano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Nell’edizione passata i film selezionati tra i 350 arrivati per il concorso, aperto esclusivamente ai giovani talenti, erano stati ben 30 – tra i quali erano emersi 9 premiati, appartenenti e catalogati ciascuno in una distinta categoria. La valutazione era stata decretata da una giuria competente composta da professionisti come Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia e vogue.it, Claudia Donaldson, editor in chief di nowness.com, Tim Blanks. di style.com, e Jane Reeve, AD della Camera Nazionale della moda Italiana.
Non solo moda, però: anche il cinema trionfa in queste occasioni, con nuove sfide per spingersi sempre più in là nell’espletazione della sua estetica. Sempre nel 2014, alle opere dei talenti emergenti si erano affiancate proiezioni di film diretti da registi illustri – tra cui Wes Anderson, Roman Coppola, Spike Jonze, Todd Cole, Greg Kadel, James Lima – e per brand famosi – ad esempio Diesel, Dior Etro, Fendi, Gucci, Gareth Pugh, Louis Vuitton, Prada, Rodarte, Salvatore Ferragamo, Valentino e Zegna.
Una nuova formula per esprimere concetti e stili. Basti pensare ai film di Joe Wright per Coco Mademoiselle, il recente film di Luhrmann con Gisele Bündchen per l’iconico N°5 di Chanel, così come Jean-Pierre Jeunet per lo stesso o ancora Sofia Coppola per Miss Dior. Non siamo nuovi a questo tipo di contaminazioni di stili, no?


